Politica - 22 marzo 2026, 07:08

Referendum sulla Giustizia 22‑23 marzo 2026: cosa significa votare Sì o No e numeri dei votanti nella Provincia di Imperia

Una guida per capire le conseguenze del tuo voto

Oggi e domani si vota per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, indetto con decreto del Presidente della Repubblica ai sensi dell’art. 138 della Costituzione. La consultazione riguarda una legge costituzionale approvata dal Parlamento che modifica varie parti del sistema giudiziario e dell’ordinamento della magistratura, nota come Riforma Nordio e pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 30 ottobre 2025. E' un referendum è di tipo confermativo, quindi NON richiede il raggiungimento di un quorum di votanti per essere valido: conta solo la maggioranza dei voti espressi da chi si reca alle urne.

In Liguria sono complessivamente 1.181.159 gli elettori chiamati al voto, distribuiti in 1.784 sezioni elettorali. Nel dettaglio, sono 641.840 nella Città metropolitana di Genova (964 sezioni), 213.608 nella provincia di Savona (308 sezioni), 168.265 nella provincia della Spezia (257 sezioni) e 157.446 nella provincia di Imperia (255 sezioni). A livello nazionale, gli aventi diritto al voto — tra Italia ed estero — sono 51.424.729. I liguri rappresentano circa il 2,3 per cento del totale.

La scheda consegnata agli elettori sarà di colore verde. Il quesito recita: "Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104, 105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo 'Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare'?”. La riforma oggetto del voto prevede la separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri, l’istituzione di due distinti Consigli superiori della magistratura e la creazione di una nuova Alta Corte disciplinare.

Cosa significa votare SÌ

Votare vuol dire approvare la riforma costituzionale sulla giustizia proposta dal Parlamento italiano. In pratica, se prevalgono i Sì: si confermano le modifiche alla Costituzione che introducono una separazione più netta delle carriere tra magistrati giudicanti e pubblici ministeri (ossia giudici e PM non potranno più transitare l’uno verso l’altra funzione nelle loro carriere); si sdoppia il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM) in due organi distinti, uno per i giudici e uno per i PM, con metodi di selezione dei membri che includono sorteggio piuttosto che elezione; viene rafforzata l’autonomia disciplinare con l’istituzione di una Alta Corte Disciplinare separata. Chi vota Sì sostiene che queste modifiche possano rendere il sistema giudiziario italiano più funzionale, garantire maggiore chiarezza nelle responsabilità delle diverse figure giudiziarie e ridurre l’influenza di correnti interne nei consigli di autogoverno.

Cosa significa votare NO

Votare No significa non approvare la riforma costituzionale e mantenere l’attuale struttura dell’ordinamento giudiziario. In questo caso: resta l’attuale modello unico di magistratura con possibilità, pur limitata, di passare tra funzioni giudicanti e requirenti; si mantiene un unico Consiglio Superiore della Magistratura con le modalità tradizionali di composizione; non entra in vigore la nuova disciplina proposta per la gestione delle carriere e la struttura disciplinare. Chi vota No spesso sostiene che l’attuale assetto garantisca meglio l’indipendenza della magistratura dal potere politico e preferisce interventi di riforma attraverso leggi ordinarie piuttosto che modifiche costituzionali.

A differenza dei referendum abrogativi (che richiedono che vada a votare più della metà degli aventi diritto), questo referendum è confermativo e quindi è valido indipendentemente dall’affluenza. A decidere è semplicemente chi si è recato alle urne: se i Sì saranno maggioranza rispetto ai No, la riforma viene approvata; altrimenti resta inattuata.

Oggi urne aperte dalle 7 alle 23.
Domani urne aperte dalle 7 alle 15.