Politica - 22 marzo 2026, 14:34

Dress code in Consiglio, Ventimiglia Futura attacca: “Una fuga dalla realtà, servono risposte ai cittadini”

L’associazione critica la proposta del consigliere Amarella: “Il rispetto delle istituzioni non si misura dall’abito, ma da trasparenza, competenza e risultati”

La proposta del consigliere comunale Gabriele Amarella di introdurre un dress code istituzionale per i membri del Consiglio comunale accende il dibattito politico cittadino. A intervenire con una posizione netta è l’associazione Ventimiglia Futura, che definisce l’iniziativa “un clamoroso esercizio di distrazione dai problemi reali”.

Secondo l’associazione, mentre cittadini e imprese attendono risposte su servizi, tempi amministrativi e qualità delle decisioni, la maggioranza si concentra sull’abbigliamento dei consiglieri. “È difficile non leggere questa iniziativa come l’ennesimo tentativo di rifugiarsi nella forma per evitare la sostanza”, afferma Ventimiglia Futura. “Il rispetto delle istituzioni non si impone con la cravatta, ma con serietà, competenza e risultati concreti — qualità che non si acquistano certo in un negozio di abbigliamento”.

Il gruppo civico critica anche l’idea che l’abbigliamento possa diventare parametro di rispetto istituzionale: “Una simile impostazione sfiora il ridicolo e rischia di trasformare l’aula consiliare in una passerella, anziché in un luogo di confronto democratico. Il mandato ricevuto dai cittadini si onora lavorando bene, non indossando un completo”.

Ventimiglia Futura invita la maggioranza a concentrarsi su temi ben più urgenti: trasparenza totale sugli atti, puntualità nelle risposte ai cittadini, presenza reale nelle sedi istituzionali. “Senza questi elementi, ogni richiamo al decoro appare come una foglia di fico”, prosegue la nota.

La conclusione è un affondo diretto sulle priorità politiche dell’amministrazione: “Se questo è il livello delle priorità, allora il problema non è certo come ci si veste, ma quanto si è lontani dalla realtà. Il decoro delle istituzioni si costruisce con i fatti, non con il guardaroba”.