Il Comune di Taggia ha avviato ufficialmente la gara per le concessioni demaniali marittime, aprendo una fase decisiva per il futuro del litorale. Con una determina dirigenziale è stata infatti avviata la procedura pubblica che interesserà 12 stabilimenti balneari, nel rispetto delle nuove norme nazionali ed europee che impongono gare aperte e trasparenti.
L’obiettivo dell’amministrazione è chiudere l’intero iter entro il 30 giugno 2026, con un bando che segna un passaggio delicato sia dal punto di vista amministrativo sia per l’impatto sull’economia locale.
Conio: “Scelte nel rispetto delle regole e del territorio”. A chiarire la posizione del Comune è il sindaco Mario Conio, che sottolinea il percorso seguito dall’amministrazione. “Abbiamo lavorato nel pieno rispetto delle norme e con l’obiettivo di tutelare tutti gli operatori – spiega – perché sappiamo bene che queste scelte hanno ricadute dirette sull’economia del territorio”. Il primo punto fermo riguarda i canoni: “Non c’è alcuna volontà di fare cassa. Il bando non prevede aumenti dei canoni demaniali: resta esclusivamente quello stabilito dallo Stato e il Comune non incassa nulla da questa voce”.
Il lavoro degli uffici. Il sindaco ha poi voluto chiarire anche un aspetto centrale del procedimento: il ruolo degli uffici comunali, che hanno operato in autonomia rispetto alla parte politica. “Il lavoro è stato svolto dagli uffici in piena indipendenza – spiega Conio – perché su un bando pubblico di questa rilevanza non è possibile né auspicabile alcun tipo di condizionamento da parte dell’amministrazione”. Una linea che si inserisce in un percorso più ampio: “In questi anni abbiamo sempre agito nel pieno rispetto delle regole e con l’obiettivo di tutelare tutti gli operatori coinvolti, consapevoli dell’impatto che queste scelte hanno sull’economia del territorio”.
Concessioni da 5 a 20 anni. Il bando punta invece sulla qualità dell’offerta. Le concessioni avranno una durata variabile tra 5 e 20 anni, legata agli investimenti proposti dai partecipanti. “Chiediamo ai candidati di investire – prosegue Conio – per migliorare i servizi, aumentare la qualità e prestare attenzione agli aspetti ambientali ed ecologici. L’obiettivo è alzare il livello dell’offerta turistica del nostro litorale”.
Il rischio commissariamento. La scelta di accelerare sulle gare è stata anche dettata da un rischio concreto: quello del commissariamento. “Dopo il ricorso vinto da AGCOM sulla nostra delibera – spiega il sindaco – non avevamo più la possibilità di procedere con proroghe tecniche. Se non avessimo avviato le gare, il Comune avrebbe rischiato un commissario che avrebbe gestito direttamente le procedure”. Un passaggio che ha imposto tempi rapidi: “Ci siamo attivati per costruire un bando il più equilibrato e corretto possibile”.
I numeri del bando. Sono 12 gli stabilimenti interessati dalla gara, tra cui strutture di grandi dimensioni come il Lido Blu (oltre 5.000 mq) e il Vittoria Beach, ma anche realtà più piccole come i Bagni Meridiana e il Piccolo Jolly.
I canoni annui variano da circa 3.400 euro a oltre 17.000 euro, mentre le cauzioni per partecipare oscillano tra 1.700 e oltre 8.500 euro. Per i lotti più rilevanti, le garanzie possono superare i 34.000 euro.
Un caso particolare è quello dello stabilimento Tre Alberi, che prevede un indennizzo di oltre 168mila euro, elemento destinato a incidere significativamente sulla gara. Gli attuali concessionari potranno continuare a operare fino alla conclusione delle procedure attraverso un differimento tecnico, senza proroghe automatiche.
Le critiche degli operatori. Il bando ha però già acceso il confronto con il territorio. Confcommercio Taggia e il Sindacato Italiano Balneari hanno evidenziato alcune criticità, in particolare sui criteri di valutazione. Tra i punti più contestati, il sistema di punteggi che premia la riduzione dei manufatti, ritenuto penalizzante per gli operatori storici che negli anni hanno investito nelle strutture.
Secondo l’associazione, inoltre, ci sarebbe una contraddizione tra la richiesta di ridurre le strutture e quella di garantire nuovi servizi, con il rischio di favorire soggetti più strutturati a scapito delle piccole imprese. Viene infine segnalata l’assenza di criteri legati a certificazioni di qualità e sostenibilità, considerati oggi standard in molte procedure analoghe.
Verso un confronto. Dal canto suo, l’amministrazione rivendica la correttezza del percorso e la volontà di mantenere equilibrio tra apertura al mercato e tutela del tessuto locale. “Abbiamo costruito questo bando con grande attenzione – conclude Conio – cercando di garantire trasparenza, concorrenza e qualità, senza penalizzare nessuno”.
Il confronto resta aperto, con gli operatori pronti a chiedere chiarimenti e possibili modifiche. In gioco non c’è solo l’assegnazione delle concessioni, ma il modello di sviluppo turistico del litorale di Taggia per i prossimi anni.