Attualità - 18 marzo 2026, 15:49

Concessioni demaniali a Taggia: Confcommercio e SIB chiedono revisione del bando e chiarimenti sui criteri

Sotto accusa i punteggi sul progetto tecnico, l’assenza di parametri di qualità e possibili contrasti con la Legge 118/2022

La pubblicazione del bando per le concessioni demaniali marittime nel Comune di Taggia accende il confronto con gli operatori del settore. Confcommercio Taggia, insieme al Sindacato Italiano Balneari, ha analizzato il documento evidenziando una serie di criticità che, secondo l’associazione, rischiano di penalizzare le imprese storiche e di entrare in contrasto con i principi della Legge 118/2022. Al centro delle osservazioni ci sono i criteri di valutazione, ritenuti non coerenti né con le più recenti delibere comunali di indirizzo né con la normativa nazionale, che indica come parametri fondamentali qualità, esperienza e capacità di garantire un elevato livello di servizio.

Punteggi che penalizzano gli operatori storici
Uno degli aspetti più contestati riguarda il punteggio attribuito al progetto tecnico: il bando prevede fino a otto punti per chi riduce i manufatti esistenti oltre il 50%. Una scelta che, secondo Confcommercio, finisce per favorire chi parte da zero o ha investito meno nel tempo, penalizzando invece i gestori storici. L’associazione sottolinea come questo meccanismo possa portare a una riduzione dei servizi offerti, soprattutto nei lotti di dimensioni ridotte, dove la diminuzione delle strutture rischia di compromettere anche i servizi minimi. Inoltre, viene evidenziata una contraddizione ambientale: “si parla di basso impatto, ma si incentiva la demolizione di manufatti ancora funzionali e la sostituzione di attrezzature non obsolete”.

Contraddizioni nei requisiti del bando
Un altro punto critico riguarda l’impostazione complessiva del bando. Da un lato si incentivano modelli di gestione “leggeri”, dall’altro si richiede ai concessionari di realizzare opere e servizi aggiuntivi per il Comune, a proprie spese. Secondo Confcommercio, “i due elementi risultano difficilmente conciliabili” e rischiano di restringere la partecipazione a soggetti più strutturati, come grandi gruppi o operatori con maggiore capacità finanziaria, penalizzando le piccole imprese e le gestioni familiari. Un esito che, viene sottolineato, andrebbe nella direzione opposta rispetto a quanto previsto dalla normativa nazionale.

Assenza di criteri oggettivi di qualità
Ulteriore elemento di criticità è la mancanza di punteggi aggiuntivi per certificazioni di qualità e sostenibilità. Nel bando non risultano valorizzati elementi come certificazioni ambientali, di servizio, di accessibilità, di gestione o di parità di genere. Un’assenza definita anomala, considerando che tali parametri sono ormai standard in molti bandi analoghi a livello nazionale. Senza questi strumenti, secondo l’associazione, “viene meno un criterio oggettivo e verificabile per valutare la qualità reale degli operatori”.

Alla luce delle criticità evidenziate, Confcommercio Taggia avanza tre richieste precise al Comune:
- chiarimenti sui criteri di attribuzione dei punteggi;
- revisione del meccanismo che premia la riduzione dei manufatti;
- introduzione di parametri di qualità coerenti con la Legge 118/2022.

L’associazione si dice disponibile a un confronto diretto con gli uffici comunali, con l’obiettivo di arrivare a una revisione condivisa del bando che tuteli sia la concorrenza sia il tessuto economico locale.