Proseguono gli accertamenti nell’inchiesta sulla morte della piccola Beatrice, la bambina di due anni trovata senza vita il 9 febbraio scorso a Bordighera. Nella giornata di ieri sono stati prelevati i campioni di DNA sia alla madre, Manuela Aiello, sia al compagno Emanuel Iannuzzi, entrambi indagati nell’ambito dell’indagine coordinata dalla Procura di Imperia. Si tratta di un passaggio previsto nel percorso investigativo, finalizzato a consentire i confronti genetici con le tracce biologiche raccolte durante gli accertamenti medico-legali.
Il prelievo nei confronti della donna è stato eseguito nel carcere di Torino, dove Aiello si trova detenuta con l’accusa di omicidio preterintenzionale, da parte della polizia penitenziaria. Per quanto riguarda Iannuzzi, indagato a piede libero per lo stesso reato in concorso, i campioni sono stati acquisiti dai carabinieri della compagnia di Bordighera.
I profili genetici verranno ora messi a confronto con alcune tracce biologiche repertate sul corpo della bambina e negli ambienti dell’abitazione dove la piccola viveva con la madre e le sorelline. L’obiettivo degli inquirenti è verificare eventuali corrispondenze utili a ricostruire con maggiore precisione quanto accaduto nelle ore precedenti al decesso.
L’acquisizione del DNA rappresenta uno dei passaggi tecnici previsti nell’ambito dell’inchiesta, che nelle ultime settimane si è concentrata soprattutto sugli accertamenti scientifici.
Parallelamente, infatti, proseguono le analisi del Ris di Parma sui reperti raccolti durante i sopralluoghi. Proprio questi accertamenti, insieme al confronto dei profili genetici, potrebbero contribuire a chiarire la natura delle lesioni riscontrate sul corpo della bambina e la dinamica degli ultimi momenti della sua vita.