Politica - 09 marzo 2026, 12:27

Referendum sulla giustizia, a Sanremo incontro per il “Sì”: il Ministro Zangrillo «Una battaglia di libertà per il Paese» (Foto e Video)

Separazione delle carriere, riforma del Csm e merito nella magistratura al centro del convegno

Si è svolto oggi a Sanremo un incontro pubblico dedicato al referendum sulla giustizia in programma il 22 e 23 marzo, con particolare attenzione alle ragioni del “Sì”. All’appuntamento hanno partecipato il ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo, il sindaco della città dei fiori Alessandro Mager, il presidente della Provincia Claudio Scajola, l’assessore regionale Marco Scajola, il consigliere comunale di Genova Mario Mascia e il vicepresidente della Commissione Giustizia della Camera Enrico Costa. Il convegno ha affrontato i temi centrali della riforma della giustizia, a partire dalla separazione delle carriere tra giudici e pubblici ministeri e dalla riforma del Consiglio Superiore della Magistratura, con un momento di confronto anche con i media.

Aprendo gli interventi, il ministro Paolo Zangrillo ha spiegato le ragioni della sua presenza a Sanremo: «Oggi sono qui a Sanremo, naturalmente il Festival della Canzone è finito – e io non c’ero – ma sono venuto per una ragione molto più importante, nel rispetto del Festival: una battaglia di giustizia, una battaglia di libertà per il nostro Paese», ha dichiarato. Il ministro ha ribadito come il cuore della riforma sia la separazione delle carriere tra magistrati giudicanti e requirenti: «Noi abbiamo proposto una riforma della giustizia che prevede come primo passaggio la separazione delle carriere. È una riforma la cui finalità è quella di dare vita in modo chiaro al dettato costituzionale», ha affermato. Secondo Zangrillo, il progetto non contraddice la Costituzione ma punta a realizzarne pienamente i principi. «Al contrario di quello che sostengono i fautori del No, la nostra riforma intende realizzare ciò che è scolpito nella Costituzione: una magistratura indipendente e autonoma e un giudice terzo», ha detto, citando gli articoli 104 e 111 della Carta. 

Il ministro ha poi sottolineato come, a suo avviso, oggi questa condizione non sia pienamente realizzata: «Oggi purtroppo non viviamo questa condizione: c’è qualcosa scritto nella Costituzione che non risponde alla realtà dei fatti, perché la magistratura è ancora condizionata dalla politica e dall’influenza delle correnti». Da qui la necessità della riforma: «Abbiamo bisogno di garantire ai cittadini che quando entrano in un’aula di giustizia chi decide della loro libertà sia veramente indipendente, veramente autonomo e veramente terzo». Nel corso dell’incontro il ministro ha anche affrontato il tema della riforma della pubblica amministrazione: «Stiamo realizzando un percorso di modernizzazione molto importante. Da qui al 2032 dovremo sostituire un milione di dipendenti pubblici che andranno in pensione e abbiamo bisogno di una pubblica amministrazione attrattiva», ha spiegato. Ha ricordato gli interventi già avviati su reclutamento, formazione e salari: «Abbiamo lavorato sul reclutamento, sulla formazione dei dipendenti pubblici e sul tema salariale. Abbiamo chiuso i contratti della tornata 2022-2024 e avviato quelli della tornata 2025-2027, stanziando 30 miliardi di euro». Un passaggio centrale sarà l’introduzione del merito nella pubblica amministrazione: «Manca ancora un pezzo che si realizzerà nelle prossime settimane: introdurre il valore del merito nella pubblica amministrazione», ha spiegato. Sul calendario legislativo ha aggiunto: «Il disegno di legge è già passato in Consiglio dei ministri e alla Camera e sarà a metà aprile in Senato. Questo significa che alla fine del mese diventerà legge e entro l’anno ci saranno i decreti attuativi».

Rispondendo a una domanda su Roberto Vannacci, il ministro ha precisato: «Vannacci è libero di sostenere ciò che vuole, siamo in un Paese democratico. È evidente però che molte delle posizioni che oggi esprime sono incompatibili con il pensiero del centrodestra e ce ne faremo una ragione». Sul tema del terzo mandato per i sindaci ha invece sottolineato la necessità di un confronto politico: «Oggi abbiamo un sistema con limiti diversi a seconda delle dimensioni dei comuni. Su questo tema ci sono sensibilità diverse e dovremo trovare un’intesa».

A ribadire l’importanza del referendum è stato anche il vicepresidente della Commissione Giustizia Enrico Costa: «È una riforma fondamentale per migliorare la giustizia. La parità fra accusa e difesa e il fatto di essere giudicati da un giudice terzo e imparziale costituiscono un equilibrio essenziale per il giusto processo», ha dichiarato. Costa ha insistito anche sul tema del merito nella carriera dei magistrati: «È importante che i magistrati vengano valutati e facciano carriera secondo il merito e non secondo l’iscrizione alla corrente». Secondo il parlamentare, la riforma contribuirebbe anche a rafforzare la responsabilità dei magistrati: «Vogliamo che il magistrato, come tutti i cittadini, quando sbaglia sia chiamato a rispondere. Oggi spesso le correnti li proteggono e questo nuoce alla credibilità della giustizia». Per questo l’invito al voto è chiaro: «Invitiamo le persone a votare sì perché è una riforma fatta per i cittadini. Non è una riforma contro qualcuno ma per migliorare il sistema».

La posizione dell’assessore regionale, Marco Scajola: “Noi invitiamo le persone a votare per il sì, perché è un voto fatto per i cittadini, fatto per tutti, per una riforma che è necessaria, che questo Paese l'attende da molti anni. Non è una riforma contro qualcuno, nessuno deve leggerla in questa maniera perché commetterebbe un errore. È una riforma, ad esempio, per separare le carriere, come accade in tutti i Paesi moderni e occidentali”.

Un commento di taglio più tecnico è arrivato dal sindaco di Sanremo Alessandro Mager, avvocato penalista: «Ho un vissuto da avvocato penalista e sono stato presidente della Camera penale di Sanremo. La separazione delle carriere è sempre stata una nostra bandiera», ha ricordato. «A livello personale mi esprimo favorevolmente perché credo che rappresenti il coronamento del processo accusatorio voluto dal ministro Vassalli nel 1988».

Sull’appuntamento referendario è intervenuto anche il presidente della Provincia Claudio Scajola, che ha sottolineato il valore politico della consultazione. «Il referendum è un segnale per mettere le cose a posto e dare a ognuno la realtà del proprio ruolo senza prevaricazioni», ha dichiarato. «Le leggi le fanno il popolo attraverso il Parlamento. Mi auguro che il sì vinca, ma non possiamo stare a guardare: l’uomo si distingue quando prende posizione. Il referendum serve per dare un segnale e rimettere le cose a posto. Bisogna evitare la prevaricazione dell’ordine giudiziario nei confronti degli altri organi dello Stato. Ogni potere deve rientrare nelle sue competenze”.». L’incontro sanremese si inserisce dunque nel percorso di avvicinamento al voto referendario di fine marzo, con l’obiettivo dichiarato dai promotori di spiegare ai cittadini contenuti e obiettivi della riforma della giustizia.