Politica - 09 marzo 2026, 13:15

Ospedale Saint Charles, Ventimiglia Progressista denuncia i licenziamenti: “Tagli improvvisi, servizi a rischio”

Il movimento attacca Regione e gestore privato dopo il licenziamento di 18 operatori: “Riduzione del personale, turni più pesanti e un futuro incerto per l’ospedale”

Il licenziamento improvviso di 15 operatori socio‑sanitari e 3 infermieri a partita IVA sta mettendo in seria difficoltà il funzionamento dell’Ospedale Saint Charles. A denunciarlo è Ventimiglia Progressista, che parla di una situazione “grave e preoccupante”, con ricadute immediate sulla qualità dei servizi e sulle condizioni di lavoro del personale rimasto in servizio.

Secondo il movimento, la riduzione del personale comporta turni più pesanti, servizi più fragili e il rischio concreto di fasce orarie scoperte. “Non è difficile capire cosa significa in concreto: meno personale, più carico di lavoro, servizi inevitabilmente più deboli”, si legge nel comunicato. A farne le spese, sottolineano, sono prima di tutto i pazienti, ma anche gli operatori che continuano a garantire l’assistenza.

Ventimiglia Progressista ricorda che la sanità non è un settore economico come gli altri: “Qui è in gioco la tutela della salute, uno dei diritti fondamentali delle persone”. Per questo, la vicenda non può essere liquidata come una semplice riorganizzazione interna. La domanda che molti cittadini si pongono – osserva il movimento – è molto più diretta: quale futuro si sta preparando per il Saint Charles?

Il comunicato solleva interrogativi sulla capacità del gestore, GVM Care & Research, di garantire continuità e qualità dei servizi: “Gli attuali livelli di assistenza saranno mantenuti oppure si va verso una progressiva riduzione?”

La vicenda, secondo Ventimiglia Progressista, riporta al centro un tema più ampio: la fragilità del modello basato su privatizzazioni e precarizzazione del lavoro sanitario. “Per anni ci è stato detto che avrebbero ridotto i costi e reso il sistema più efficiente. La realtà racconta il contrario: medici pagati a gettone che costano di più, personale precario che cambia continuamente, servizi più fragili. E quando i fondi pubblici stanziati dalla Regione finiscono, il privato reagisce come un’azienda: taglia personale e riduce servizi”.

Il movimento critica anche la Regione Liguria, accusata di trattare il Ponente come “una periferia della sanità regionale”, con risorse insufficienti e soluzioni precarie che non garantiscono stabilità ai servizi. Allo stesso tempo, punta il dito contro il privato che accetta di gestire un servizio pubblico sottopagato “sapendo bene che, quando i fondi si esauriranno, la conseguenza sarà quella che stiamo già vedendo: licenziare personale e ridurre servizi essenziali”.

“Quando questo accade in un ospedale – sottolineano – le conseguenze non sono soltanto organizzative o economiche: ricadono direttamente sulla salute dei cittadini e sulle condizioni di lavoro di chi continua a garantire l’assistenza”.

Il comunicato si chiude con una domanda netta: “Chi garantisce oggi ai cittadini del territorio che l’Ospedale Saint Charles continuerà ad assicurare gli stessi servizi e gli stessi livelli di assistenza?”

Il testo è firmato dall’Ufficio Stampa di Ventimiglia Progressista: Gianni Cappelletti, Luca Donzelli, Salvatore Mastroieni e Maria Spinosi.