“Quanto sta emergendo dall’ospedale Saint Charles di Bordighera è estremamente grave e non può essere liquidato come una semplice riorganizzazione aziendale. Tredici OSS e tre infermieri sarebbero stati licenziati da un giorno all’altro, senza preavviso, mentre altri operatori sono stati trasferiti. Il risultato, secondo quanto denunciato dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali, sarebbe una drastica riduzione del personale nei reparti, con carichi di lavoro sempre più pesanti e turni che arriverebbero anche a sedici ore consecutive”. Così, il coordinatore provinciale del M5S Imperia con Maria Spinosi a nome del M5S Ventimiglia.
“In alcuni casi – continuano i pentastellati - mancherebbero perfino gli OSS in determinate fasce orarie, con infermieri costretti a svolgere anche mansioni che non competono loro. Una situazione che non mette soltanto sotto pressione il personale sanitario, ma rischia di compromettere la qualità dell’assistenza e la sicurezza dei pazienti. È inaccettabile che decisioni di questo tipo vengano prese senza alcuna trasparenza e senza un confronto serio con chi ogni giorno garantisce il funzionamento dell’ospedale”.
Sulla questione interviene anche il capogruppo regionale del M5S Stefano Giordano, annunciando un’interrogazione all’assessore alla Sanità qualora non si trovi una soluzione efficace. “Chiediamo – interviene il capogruppo - che GVM Care&Research spieghi immediatamente cosa sta accadendo, rendendo pubblici i dati reali sul personale e sulle dotazioni organiche dei reparti. Allo stesso tempo chiediamo che l’Azienda Sanitaria e la Regione intervengano senza ulteriori ritardi, verificando con urgenza se gli standard assistenziali e le condizioni di sicurezza siano effettivamente rispettati. Se le segnalazioni dei lavoratori dovessero trovare conferma, saremmo di fronte a un modello di gestione della sanità che scarica i costi sui lavoratori e, cosa ancora più grave, sui pazienti”.
“Pretendiamo risposte immediate e interventi concreti. In caso contrario, lo stato di agitazione annunciato dai lavoratori sarebbe non solo comprensibile, ma inevitabile”, concludono i portavoce del M5S.