Cronaca - 02 marzo 2026, 07:21

Ventimiglia, tentato omicidio di corso Genova: la difesa chiede una perizia psichiatrica

Nuovo fronte nel procedimento sull’aggressione dell’8 gennaio: istanza al Gip per accertare l’eventuale vizio di mente dell’indagato

Si apre un nuovo capitolo nell’inchiesta sul presunto tentato omicidio avvenuto l’8 gennaio scorso in corso Genova a Ventimiglia. Dopo la riqualificazione del reato da tentato femminicidio a tentato omicidio disposta dal Gip, la difesa dell’uomo indagato ha chiesto che venga disposta una perizia psichiatrica attraverso lo strumento dell’incidente probatorio.

L’istanza, presentata dall’avvocato Alberto Pezzini nell’interesse di M.S., attualmente detenuto, punta a far accertare in modo anticipato lo stato di imputabilità dell’indagato. In sostanza, la difesa chiede che venga valutato se al momento dei fatti l’uomo fosse pienamente capace di intendere e di volere oppure se sussistesse un vizio totale o parziale di mente.

Il nodo del comportamento dopo i fatti. Tra gli elementi richiamati dalla difesa c’è anche il comportamento dell’indagato subito dopo la caduta della moglie dal balcone. Nell’ordinanza cautelare il giudice aveva definito quell’atteggiamento come “cinico”, evidenziando che l’uomo si sarebbe appoggiato alla ringhiera fumando una sigaretta e commentando con sarcasmo le domande del personale sanitario.

La difesa, tuttavia, sottolinea che lo stesso soggetto si sarebbe consegnato senza opporre resistenza alle forze dell’ordine, da lui stesso contattate poco prima. Due condotte ritenute tra loro difficilmente conciliabili e che, secondo la linea difensiva, meriterebbero un approfondimento tecnico sotto il profilo psichiatrico.

L’ipotesi di un disturbo della personalità. Nel chiedere la perizia, la difesa prospetta la possibilità che l’indagato potesse essere affetto da un disturbo della personalità o da una alterazione psichica, anche di natura transitoria, al momento dei fatti. Viene inoltre richiamato il fatto che l’uomo, prima dell’episodio contestato, si sarebbe rivolto a una professionista per sottoporsi a visite psicologiche e sarebbe stato indirizzato al Centro di Igiene Mentale. Secondo la tesi difensiva, questi elementi potrebbero essere rilevanti per comprendere il quadro complessivo e valutare l’eventuale sussistenza di un vizio totale o parziale di mente.

Perché l’incidente probatorio. La richiesta di procedere con incidente probatorio nasce dall’esigenza di cristallizzare fin da ora l’accertamento tecnico sull’imputabilità. Una perizia di questo tipo, se disposta in dibattimento, potrebbe comportare tempi più lunghi e incidere sulla durata del processo. Spetterà ora al Giudice per le indagini preliminari decidere se accogliere l’istanza e disporre la perizia psichiatrica nella fase delle indagini.