La nuova barriera autostradale di Ventimiglia, pensata per modernizzare l’accesso al confine con la Francia, è diventata invece il simbolo di una mobilità in crisi. Italiani e francesi protestano, i frontalieri si lamentano e la stampa d’Oltralpe accende i riflettori su quello che viene ormai definito un vero e proprio caso transfrontaliero. A dar voce al disagio quotidiano è stato innanzitutto Nice Matin, che ha descritto con toni molto concreti la situazione vissuta ogni mattina da migliaia di lavoratori italiani diretti verso il Principato. “Nelle ore di punta, alcuni frontalieri impiegano più di un’ora per percorrere appena quindici chilometri”, scrive il quotidiano, fotografando una realtà fatta di code, incidenti e rallentamenti continui tra Ventimiglia e Montecarlo.
Secondo i dati citati dal giornale, oltre 50.000 persone lavorano ogni giorno nel Principato di Monaco e circa il 70% vive fuori dai suoi confini. Tra questi, 8.000-10.000 italiani, molti dei quali residenti nella provincia di Imperia. Un flusso enorme concentrato in pochi chilometri, dove “basta il minimo incidente per paralizzare la strada costiera e il casello autostradale”. In questo contesto, il sindaco di Ventimiglia Flavio Di Muro ha rilanciato una proposta avanzata dal collettivo dei frontalieri: un servizio di autobus privato a chiamata, prenotabile tramite app. “L’obiettivo è semplice: meno code, tempi di percorrenza più brevi e un servizio più efficiente per i nostri lavoratori transfrontalieri”, ha dichiarato il primo cittadino. Ma restano nodi complessi legati a normative, concorrenza con il trasporto pubblico e coordinamento tra Stati.
Molto più duro il tono di Le Figaro, che ha inviato un proprio giornalista sul posto per un reportage. “È un vero incubo, ben noto su entrambi i lati del confine”, scrive il quotidiano, puntando il dito contro il nuovo casello autostradale italiano. Nonostante tre anni di lavori e un investimento di 50 milioni di euro, l’infrastruttura “non ha fatto che aumentare il caos”, trasformando un tragitto di pochi chilometri in “un calvario da oltre un’ora”. Il paradosso, sottolinea il giornale, è evidente: Nizza dista appena una trentina di chilometri dal confine, ma raggiungerla può diventare un’impresa estenuante. Per i viaggiatori, il problema non è solo il traffico, ma la sensazione di una mancanza di visione complessiva sulla mobilità dell’intera area.
Tra frustrazione quotidiana, promesse politiche e progetti ancora sulla carta, una cosa appare certa: senza una soluzione condivisa tra Italia, Francia e Principato di Monaco, il confine di Ventimiglia continuerà a essere vissuto non come un passaggio, ma come un ostacolo.