Attualità - 02 marzo 2026, 14:52

Abbattuti 32 alberi alle Ex Caserme Revelli, l’allarme di Progettiamo il Futuro: “Servono trasparenza e ripiantumazioni”

Giuseppe Federico chiede chiarimenti al Comune di Taggia e propone il progetto “Piante del Ricordo” per coinvolgere i cittadini

Preoccupazione e richiesta di chiarimenti dopo l’abbattimento di 32 alberi nell’area delle Ex Caserme Revelli. A sollevare il caso è Giuseppe Federico, esponente di Progettiamo il Futuro, che in un comunicato denuncia come l’intervento sia avvenuto senza informare preventivamente la cittadinanza e senza un piano pubblico di sostituzione delle alberature rimosse. Secondo quanto riferito dall’Amministrazione, l’operazione sarebbe stata motivata da presunte ragioni di sicurezza legate al rischio di caduta degli alberi. Una spiegazione che, pur riconoscendo l’importanza della tutela dell’incolumità pubblica, non convince Federico: «Riteniamo grave che, a fronte di un’operazione così significativa, non sia stato presentato — né risulti attualmente previsto — un piano immediato di ripiantumazione».

Nel comunicato si sottolinea come il patrimonio arboreo urbano rappresenti una vera e propria infrastruttura verde, fondamentale dal punto di vista ambientale, climatico e sociale. L’eliminazione di 32 alberi, senza un progetto di compensazione, rischierebbe quindi di impoverire in modo duraturo l’area. Da qui una serie di domande rivolte al Comune di Taggia:
È stata resa pubblica la relazione tecnica che ha motivato gli abbattimenti?
Esiste un piano di ripiantumazione con tempi certi?
Sono state stanziate risorse adeguate per reintegrare il patrimonio arboreo?
«Programmazione, trasparenza e compensazione non sono opzioni politiche, ma doveri amministrativi», rimarca Federico.

Accanto alle critiche, arriva anche una proposta concreta: l’avvio del progetto “Piante del Ricordo”, che consentirebbe a cittadini e associazioni di donare alberi da piantare in aree dedicate del parco, accompagnati da una piccola targhetta commemorativa. Un’iniziativa a basso costo per il Comune, «ispirata a una precedente esperienza della Protezione Civile, capace di coinvolgere la comunità e trasformare una criticità in un gesto condiviso e simbolico».