Eventi - 27 febbraio 2026, 16:22

Sanremo 2026, l'uragano Sal Da Vinci: "Un'accoglienza disarmante, non mi aspettavo nulla"

Tra i favoriti per la vittoria e travolto dall'affetto dell'Ariston, il cantante celebra i 50 anni di carriera: “Le promesse sono una cosa seria”

Sal Da Vinci, foto Erika Bonazinga

Standing ovation, l’Ariston che si trasforma in un concerto, un ritornello che il pubblico canta a squarciagola. Per Sal Da Vinci il ritorno al Festival è un’esplosione di affetto che non dà per scontata.

È tutto sorprendente quello che è arrivato in questo Festival dal primo giorno: l’accoglienza, il clamore. Io ho una forma mentis per cui non mi aspetto mai niente dalla vita, dal quotidiano. È stata una sorpresa continua. Un applauso al cuore, disarmante” spiega l’artista, tra i favoriti per la vittoria, durante la conferenza stampa.

Con Per sempre sì torna all’Ariston più maturo e consapevole. Un brano che non dedica a una persona in particolare, ma a un’idea d’amore più ampia e profonda: “La dedico a tutte le persone che praticano il mestiere dell’amore, perché l’amore va frequentato. A chi, quando promette, mantiene. Le promesse sono qualcosa di serio. Volevo mandare un messaggio pulito, onesto, sincero. Tutti ci innamoriamo allo stesso modo: cambiano le forme e i linguaggi, ma è sempre quello. A volte ci distacchiamo dall’amore perché pensiamo sia una cosa antica, ma non è così. Il mio è un amore universale, fatto di tante sfaccettature”.

Quando gli si chiede se oggi siano di più quelli che si lasciano, Da Vinci allarga il discorso: “Non parlo solo di matrimoni o della famiglia tradizionale. Parlo dell’amore in generale. Se parlo di famiglia, non intendo per forza quella con i figli, ma due persone che si promettono qualcosa: quella è già famiglia”.

Questa sera, per la serata cover, Sal Da Vinci duetterà con Michele Zarrillo: “Tra un concerto e l’altro ci promettemmo di cantare insieme, e stasera lo faremo. All’inizio volevamo proporre L’elefante e la farfalla, poi abbiamo scelto Cinque giorni: metaforicamente c’è il temporale, parla della crisi. Per sempre sì augura l’amore eterno, Cinque giorni racconta le difficoltà. Poi sabato torno a cantare Per sempre sì. Quando si parte siamo tutti felici, ma quando arrivano le delusioni tanti si fermano. E invece no”.

La musica, per lui, resta un territorio di libertà assoluta: “Io non faccio calcoli in musica, altrimenti avrei sai quanti palazzi di proprietà - scherza- . La musica è una questione di libertà, è la nostra grande amica. Le canzoni durano più dei ricordi. Quando siamo andati dagli autori e dal produttore ed è nata questa melodia, abbiamo deciso di raccontare il mio modo di vedere le promesse che facciamo per costruire il nostro futuro”.

E poi c’è Napoli, la sua città: “Napoli per me è una partenza, un viaggio incredibile. Mi ha donato più di quello che io ho donato a lei. È una città dai mille colori, con un sound e un profumo particolari, un palcoscenico aperto. Napoli è una città senza madre e senza padre, ma è pur sempre famiglia”.

A chi ha chiesto con quale emoticon descriverebbe questo Festival risponde: “Un cuore gigante. Perché arrivare dopo 17 anni e respirare questo palco significa essersi nutrito abbastanza per meritarlo”.

Dopo Sanremo lo attende un nuovo capitolo: in uscita un album di inediti, un tour a giugno e due eventi speciali a Napoli per celebrare i cinquant’anni dalla prima volta che salì su un palco. 

Sal Da Vinci, foto Erika Bonazinga

Sal Da Vinci, foto Erika Bonazinga

Sal Da Vinci, foto Erika Bonazinga

Sal Da Vinci, foto Erika Bonazinga