Si è tenuta oggi pomeriggio, nella Sala della Federazione Operaia di Sanremo, la terza conferenza promossa dal gruppo di cittadini Resistere per Esistere #Ionondimentico, dal titolo “Acqua pubblica sotto attacco, beni comuni e acqua pubblica. Il punto della situazione a 15 anni dal referendum”. Un incontro partecipato che ha riportato al centro del dibattito locale il tema della gestione del servizio idrico, tra tariffe, trasparenza e futuro del modello pubblico.
Al centro dell’iniziativa la situazione della provincia di Imperia e, in particolare, la vicenda legata a Rivieracqua. I promotori hanno ribadito le proprie critiche rispetto agli aumenti retroattivi delle bollette, definiti eccessivi, e alla mancanza – secondo il comitato – di chiarezza normativa nonostante i riferimenti all’articolo 11 delle preleggi e alle sentenze che sancirebbero l’inapplicabilità della retroattività delle tariffe idriche. Nel mirino anche le risposte ritenute insufficienti da parte di ARERA, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente.
Uno dei momenti centrali della conferenza è stato l’intervento in collegamento video di Nicola Morra, professore di storia e filosofia, già presidente della Commissione parlamentare antimafia ed ex senatore della Repubblica. Morra ha richiamato l’attenzione sui rischi legati alla gestione dei servizi pubblici essenziali, sottolineando come la vigilanza e la trasparenza rappresentino elementi imprescindibili quando si parla di beni comuni.
Durante l’incontro si è parlato anche delle nuove tariffe recentemente introdotte e dell’inchiesta della Procura che coinvolge alcuni ex amministratori, accusati – secondo l’ipotesi investigativa – di aver alterato i bilanci tra il 2015 e il 2017 per favorire l’ingresso di soggetti privati nella gestione.
A intervenire nel corso del pomeriggio anche l’avvocato Chiara Bergonzi e i consiglieri comunali di Imperia Daniela Bozzano e Luciano Zarbano, con Lucio Sardi collegato da remoto. Gli interventi hanno evidenziato la necessità di maggiore trasparenza, di un confronto pubblico più ampio e di un aggiornamento costante dei cittadini sugli sviluppi amministrativi e giudiziari.
A quindici anni dal referendum del 2011 sull’acqua pubblica, il tema resta dunque al centro del confronto politico e civico anche nel Ponente ligure, con richieste di chiarezza sulla gestione e sul futuro di un servizio considerato essenziale.