Nuovo capitolo nella vicenda di Nessy Guerra, la giovane sanremese che da mesi si trova in Egitto insieme alla figlia e al centro di una complessa battaglia giudiziaria con l’ex marito. Nella giornata di ieri il tribunale egiziano l’ha condannata a sei mesi di reclusione per adulterio, al termine di un procedimento che, come raccontato più volte, era già stato archiviato in passato e poi riaperto.
A commentare la sentenza è stata la stessa Nessy, attraverso un video diffuso sui propri canali social: “Mi hanno condannata a sei mesi di carcere. Questa mattina è arrivata la sentenza di quella che era la causa di adulterio, che era stata archiviata due volte e che a seguito il mio ex avrebbe trovato dei testimoni falsi ed era riuscito a riaprirla in tribunale. Questa mattina è arrivata la sentenza, a seguito dell’udienza che c’è stata ieri, dove il giudice avrebbe deciso di condannarmi a sei mesi di carcere”.
La giovane definisce la decisione “totalmente ingiusta” e parla di una situazione che, a suo dire, sarebbe stata costruita contro di lei. “Trovo che sia una condanna totalmente ingiusta e mi sembra veramente assurdo che una persona possa riuscire a manipolare così tanto in questo modo la legge, la religione e tutto quello che concerne al fine della causa”, afferma.
Nel video, Nessy rivolge anche un appello alle istituzioni italiane: “Mi sembra altrettanto assurdo che l’Italia possa permettere che una sua connazionale venga condannata a sei mesi di carcere per un’accusa infondata e che ci sia rischio che una bambina di tre anni finisca nelle mani di Tamer”.
Le tre udienze e la riapertura del caso. La causa per adulterio si è articolata in tre udienze, l’ultima delle quali si è tenuta mercoledì 18 febbraio. Il procedimento, già discusso due volte in Procura e in precedenza archiviato, sarebbe stato riattivato su impulso dell’ex marito, che avrebbe prodotto nuove testimonianze.
Secondo il racconto della giovane, uno dei testimoni avrebbe dichiarato di aver intrattenuto con lei una relazione extraconiugale. Accusa che Nessy respinge con decisione, sostenendo che si tratti di dichiarazioni false e strumentali. La difesa afferma di aver presentato documentazione e prove a sostegno della propria versione.
Il legale egiziano della giovane starebbe ora preparando ricorso contro la sentenza, ritenuta ingiusta. La pena inflitta – sei mesi – sarebbe comunque inferiore al massimo previsto per il reato nel sistema giuridico locale, che può arrivare a diversi anni di detenzione.
Il contesto: il trasferimento in Egitto e la rottura. Nessy Guerra si era trasferita in Egitto nel 2021 dopo aver conosciuto l’uomo che sarebbe poi diventato suo marito, padre della bambina. Dopo la nascita della figlia, nel febbraio 2024, il rapporto si sarebbe incrinato fino alla rottura definitiva.
Da quel momento è iniziata una lunga e complessa controversia legale che coinvolge sia l’accusa di adulterio sia la causa per l’affidamento della minore, tuttora pendente. La prossima udienza relativa alla bambina è fissata per il 21 aprile.
Il ruolo delle autorità italiane. La vicenda è seguita anche dalle autorità consolari italiane. La giovane ha riferito di aver avuto contatti con il Consolato e di aver chiesto maggiore attenzione da parte delle istituzioni.
La condanna per adulterio riporta l’attenzione su una vicenda che intreccia sistemi giuridici diversi, diritto di famiglia e tutela dei minori. Ora la parola passa ai giudici dell’appello: sarà quella la sede in cui la difesa proverà a ribaltare la decisione e a chiarire definitivamente la posizione della giovane madre.