La Federazione nazionale della Stampa italiana (Fnsi) annuncia un flash mob il 24 febbraio, giorno di apertura del Festival di Sanremo, davanti al Teatro Ariston, per rilanciare la mobilitazione sul rinnovo del contratto dei giornalisti. Nel mirino della Fnsi le richieste di ulteriori finanziamenti pubblici avanzate dalla Fieg. Dopo i 60 milioni di euro ottenuti con la Finanziaria 2026, destinati in larga parte ai prepensionamenti, gli editori chiedono ora altri 40 milioni attraverso la proroga del credito d’imposta per l’acquisto della carta. Una richiesta che, secondo la Fieg, sarebbe necessaria per evitare una riduzione della foliazione e un peggioramento della qualità dell’informazione.
Una tesi respinta con forza dal sindacato. «La Fieg continua a chiedere soldi pubblici a fronte del nulla», denuncia Alessandra Costante, segretaria generale Fnsi, sottolineando come le aziende stiano riducendo il costo del lavoro tramite i prepensionamenti, svuotando le redazioni e aumentando il ricorso al lavoro autonomo. Il tutto mentre il contratto è fermo da quasi dieci anni. Ai giornalisti dipendenti, spiega la Fnsi, è stato chiesto di finanziare gli aumenti rinunciando a diritti contrattuali oppure di accettare 150 euro lordi in tre anni. Per i lavoratori autonomi, invece, le proposte avanzate al tavolo istituito al Dipartimento per l’editoria sarebbero addirittura peggiori di quelle bocciate dal Consiglio di Stato nel 2016.
«Non siamo una casta», ribadisce Costante, spiegando le ragioni della protesta: «Vogliamo raccontare ai cittadini cosa significa vivere con stipendi bloccati da dieci anni e, per molti autonomi, con compensi da 500 euro al mese». La Fnsi ricorda inoltre che il mantenimento della foliazione media è una delle condizioni per accedere ai contributi pubblici già previsti. «Altro che giornali presidio di democrazia: avere giornalisti poveri e con meno diritti è funzionale all’idea di informazione degli editori», conclude la segretaria generale.