Alice Malerba apre la stagione invernale de "Il Festival delle Ragazze", che quest'anno da Bordighera si sposta a Ospedaletti. Un successo per il primo incontro con la scrittrice di 'Come brace coperta'.
Malerba, intervistata da Raffaella Fenoglio, è salita sul palco con un sorriso largo e un’energia che ha contagiato tutti. "La Sala Eventi 'La Piccola' ha ospitato il debutto della stagione invernale de Il Festival delle Ragazze e non poteva partire meglio. Davanti a un pubblico divertito, attento, a tratti commosso, Alice Malerba ha raccontato la sua protagonista come se la stesse presentando di persona" - fa sapere l'associazione Il Festival delle Ragazze organizzatrice della rassegna che porta il medesimo nome - "Nora, la bambina di undici anni del Polesine che nel 1951 vede il fango entrare in casa e capisce che la terra si sta prendendo tutto. Esistono storie che non si limitano a narrare una vita, ma scolpiscono il tempo. È il caso di questo romanzo di formazione, un viaggio viscerale che segue la protagonista dalla vulnerabilità dell’infanzia alla consapevolezza dell’età adulta, muovendosi tra le pieghe di un mondo contadino antico ma attraversato da pulsioni modernissime. Un personaggio fuori dal tempo".
"La sfida più grande per l’autrice è stata rendere coerente una figura femminile animata da una fame di riscatto che sembra quasi anacronistica per il suo contesto. Eppure, è proprio questa dissonanza a renderla viva: una donna che abita il suo tempo ma guarda oltre l’orizzonte della propria terra" - sottolinea - "Il fango come spartiacque simbolico. Al centro del racconto emerge il potere simbolico del fango. Non è solo un elemento naturale ma il protagonista di una tragedia che riscrive i destini. Attraverso lo studio dei video dell’Istituto Luce, l’autrice ha ricostruito con precisione chirurgica il momento in cui la terra ha ceduto, cambiando per sempre la sorte di un’intera comunità. Si parla anche dell'identità perduta nel 'Magma' dell’immigrazione. Il romanzo affronta con estrema lucidità il tema dello strappo. L’abbandono della propria terra non è solo un viaggio geografico, ma una metamorfosi dell’anima. Lo sguardo esterno: come cambia il mondo quando ci guarda come 'immigrati'? Il magma identitario: il rischio di diventare una massa informe, priva di lingua e di radici, dove l’appartenenza si sfilaccia fino a svanire. E poi c’è la Nora adulta, una figura materna dura, determinata, quasi marmorea nella sua volontà. Nora compie il sacrificio più atroce: si distacca da se stessa e dai propri sentimenti per spingere il figlio verso un destino che lei ha tracciato per lui".
"L’autrice confessa di specchiarsi nella Nora matura, in quel fuoco interiore che non si spegne mai e che l’ha portata a fare della scrittura la propria missione di vita. Il suo è un percorso rigoroso: legge quasi esclusivamente autrici donne, cercandovi non solo piacere, ma un confronto costante, un esempio da seguire o da sfidare" - afferma - "Alla fine dell’incontro, tra applausi scroscianti e tante copie firmate, si respirava un’unica sensazione: questo primo appuntamento non è stato solo una presentazione. È stato un vero e proprio battesimo della stagione e il Festival delle Ragazze, anche nella sua nuova casa ospedalettese, ha già dimostrato di saper accendere braci che covano sotto la cenere".