Attualità - 14 febbraio 2026, 08:47

Restyling dei Regina Elena a Sanremo, scontro su perizie e accesso agli atti: il Comitato Pat torna all’attacco

Le associazioni ambientaliste denunciano ritardi, documenti incompleti e rischi paesaggistici su piazza Castello

Continua il mistero sulle perizie tecniche intorno al progetto di restyling Pin-Qua (lotto 06) dei giardini Regina Elena e Piazza Castello. Intervengono nuovamente le associazioni ambientalistiche di Sanremo, coordinate dal Comitato Pat.

Le associazioni, dopo un fitto scambio di mail con il comune, hanno scritto anche al sindaco Mager, lamentando l’impossibilità di accesso agli atti “In un processo estenuante che non permette alle associazioni di svolgere il civico diritto di contraddittorio: sottoporre le perizie del consulente ad altro tecnico esperto in conservazione di grandi alberi, scelto dalle associazioni. Abbiamo ricevuto con estremo ritardo e solo a seguito di insistenze anche presso la Segreteria Generale, alcuni documenti tecnici agronomici riguardanti però l’area spartitraffico di via Senatore Marsaglia, mai interessata da abbattimenti e la pineta Belvedere 1 (dove a luglio è stato abbattuto un pino d'aleppo). Nessuna documentazione degli alberi di piazza Castello, versante ovest, area oggetto di progetto che è stata sottoposta, solo ad ottobre 2025 e in corso d’opera, al giudizio della Commissione Paesaggio”.

Il Pat ribadisce che “Il profilo di piazza Castello è caratterizzato da un gruppo di grandi alberi di cui fa parte quello che si vuole abbattere, che l’area è vincolata, che l’abbattimento modificherebbe in modo definitivo il paesaggio di Sanremo e che questo, a nostro avviso, non risponderebbe ai requisiti DNSH richiesti dall’Europa per l’erogazione dei fondi PNRR”.

Oggi il Pat ritorna sulla problematica, dopo aver ricevuto la documentazione tecnica limitatamente al belvedere 1. Ma il comitato contesta l’invio in questo “La documentazione sembrerebbe priva di numero e data di protocollo e la risposta ricevuta carente, ancora, della documentazione relativa all'abbattimento preannunciato del grande pino che si staglia sul crinale in piazza Castello”. Le associazioni hanno così scritto nuovamente all'Urp ed al Sindaco affinché la carenza di dati di protocollo e perizia su piazza Castello sia colmata celermente.

La relazione tecnico-agronomica redatta dal dottor agronomo Roberto Garzoglio, incaricato dal Comune con determinazione dirigenziale n. 485 del 5 febbraio 2024 nell’ambito del progetto PINQUA – Intervento n. 6 “Recupero dei Giardini storici Regina Elena”, riguarda l’assistenza agronomica agli scavi sottochioma e la valutazione di stabilità di esemplari di Pinus pinea e Pinus halepensis nelle aree del Belvedere 1 e dei giardini nella curva viaria di strada Senatore Marsaglia – piazza Castello.

Per quanto concerne l’area della curva viaria, la relazione evidenzia che non sono stati effettuati scavi di rilievo tali da danneggiare gli apparati radicali degli alberi. L’unico intervento ha riguardato il basamento della “Fontana del Leoncino”, realizzato senza interferenze significative con le radici del pino più vicino. Vengono confermate le precedenti valutazioni di stabilità e le prescrizioni di manutenzione e controllo periodico secondo il protocollo VTA (Visual Tree Assessment), con classificazione degli esemplari nelle classi di propensione al cedimento (PaC), prevalentemente A (trascurabile) e C (moderata), e indicazioni su potature di contenimento, riequilibrature e controlli a scadenza.

Per l’area Belvedere 1, dove sono presenti nove esemplari di Pinus pinea, la relazione descrive interventi volti a migliorare le condizioni del suolo e la salute degli alberi, tra cui la rimozione di tre strati di asfalto che impedivano scambi gassosi e idrici, il ripristino delle canalizzazioni delle acque piovane, la sistemazione dei percorsi e l’adeguamento dell’impianto elettrico. L’approccio dichiarato è conservativo, con l’obiettivo di evitare tagli o mutilazioni radicali e di migliorare la permeabilità e la naturalità del terreno.

La valutazione di stabilità è stata effettuata secondo la metodologia VTA, che prevede ispezione visiva, eventuali approfondimenti strumentali (come resistograph per l’analisi del legno) e, se necessario, prove di trazione controllata. La relazione sottolinea che il pino domestico è specie biomeccanicamente complessa, con possibili cedimenti anche in assenza di evidenti carie del legno, e che risultano determinanti l’integrità dell’apparato radicale, la qualità del suolo e l’equilibrio tra chioma e radici.

Nel complesso, la relazione attribuisce agli esemplari esaminati specifiche classi di propensione al cedimento e prescrive interventi di manutenzione e controlli periodici, con l’obiettivo dichiarato di prevenire rischi per persone e cose e mantenere gli alberi in condizioni di stabilità e funzionalità morfofisiologica adeguate.

Redazione