Politica - 12 febbraio 2026, 12:02

Migrazioni, Germano replica a Berrino: “La Spagna di Sanchez esempio di civiltà, l’Italia resta ferma alla repressione”

Il segretario di Rifondazione Comunista di Sanremo cita il premier spagnolo per criticare il ddl del governo Meloni sui flussi migratori

È una critica netta e articolata quella che Paolo Germano, segretario di Rifondazione Comunista di Sanremo, rivolge al nuovo disegno di legge sulla gestione dei flussi migratori, replicando alle dichiarazioni del senatore Gianni Berrino. Germano affida la sua risposta alle parole del premier spagnolo Pedro Sánchez, portandole come esempio di una diversa visione politica, sociale e morale del fenomeno migratorio.

Nel comunicato, Germano richiama il recente intervento di Sánchez ai cittadini spagnoli, in cui il presidente del governo socialista ha illustrato la scelta di regolarizzare fino a mezzo milione di migranti irregolari, sottolineando come essi siano già parte integrante della società e dell’economia. “Immaginate di essere alla guida di una nazione e di trovarvi di fronte a un dilemma”, afferma Sánchez nel testo citato, ricordando il ruolo quotidiano svolto dai migranti nella cura degli anziani, nel lavoro e nella vita delle comunità locali.

Secondo Germano, la decisione spagnola si fonda su due pilastri: una motivazione morale e una ragione pragmatica. Sánchez parla infatti del dovere storico di una Spagna che è stata a lungo terra di emigrazione e della necessità, per i Paesi occidentali, di contrastare il declino demografico integrando in modo ordinato i migranti. “L’Occidente ha bisogno di persone”, scrive il premier, evidenziando i rischi per PIL, welfare e sistemi pensionistici.

Per il segretario di Rifondazione Comunista, questo approccio mostra una “differenza di statura civile, morale e politica” rispetto al governo italiano. Germano accusa l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni di continuare a gestire i flussi migratori con misure repressive presentate come straordinarie, senza una visione di lungo periodo.

Nel suo intervento non manca un affondo politico: Germano definisce la presidente del Consiglio “prona a Trump e ai principi Maga”, chiarendo però che l’uso delle maiuscole nel riferirsi al ruolo istituzionale è “per rispetto della carica, non di chi la ricopre”.