Villa Curlo (nota anche come Villa Ponti) torna al centro del dibattito politico a Taggia. Nel corso dell’ultimo Consiglio comunale è stata discussa l’interrogazione presentata dal gruppo consiliare “Progetto Comune” sulla gestione del complesso monumentale, sullo stato di conservazione dell’immobile, sull’utilizzo dei fondi pubblici e sul mancato rispetto del vincolo museale.
Un tema particolarmente sentito, testimoniato anche dalla presenza in aula della nipote della famiglia Curlo. La villa, risalente al XVIII secolo, versa – secondo quanto denunciato dall’opposizione e dalla famiglia – in uno stato di abbandono: parte del tetto sarebbe crollata e nel corso degli anni si sarebbero verificati episodi di furto, con una conseguente perdita di patrimonio storico e artistico.
A sollevare i quesiti è stata la consigliera Fulvia Alberti, che ha chiesto chiarimenti su diversi fronti: dalla quantificazione dei danni derivanti dai presunti furti – stimati in 34 milioni di lire – all’eventuale denuncia e agli accertamenti delle forze dell’ordine, fino alle azioni concrete messe in campo per utilizzare i fondi ottenuti nel 2007. Alberti ha inoltre domandato quali iniziative siano state adottate per rispettare il vincolo museale e perché non sia stata ripristinata la collaborazione con l’istituto Ruffini-Aicardi per la gestione dei giardini storici. “Esiste un piano per la valorizzazione?”, ha incalzato.
Il sindaco Mario Conio ha precisato di non avere notizia di furti formalmente riscontrati dalle forze di polizia. Ha inoltre ricordato che la proprietà del bene non è nella totale disponibilità del Comune e che gli interventi finanziati in passato hanno riguardato esclusivamente le parti esterne e, in parte, i giardini.
“Entriamo come amministrazione nel 2017 – ha spiegato – con l’impegno di valorizzare il bene, ma non nelle parti interne. Il nostro obiettivo era e resta il giardino”. Il primo cittadino ha ricostruito l’interruzione del rapporto con l’istituto Ruffini-Aicardi, legata a motivi di tutela per gli studenti, e ha sottolineato le difficoltà nel reperire strumenti di finanziamento adeguati per un intervento complessivo, giudicato particolarmente oneroso.
Nel frattempo, ha assicurato, è stato effettuato un intervento di messa in sicurezza: “Il manufatto è all’asciutto, non recuperato ma non presenta al momento situazioni impellenti che incidano ulteriormente sui danni”. Quanto al vincolo museale, Conio ha ammesso le difficoltà nel dargli concreta attuazione, esprimendo perplessità sulla possibilità che una realtà medio-piccola come Taggia possa sostenere un progetto di tale portata senza adeguate risorse.
Alberti ha replicato sottolineando la necessità di individuare canali di finanziamento europei, nazionali o regionali, evidenziando come nel Documento Unico di Programmazione, alla missione dedicata alla valorizzazione dei beni di interesse storico, non risultino stanziamenti specifici per Villa Curlo. “Se non si fa niente, alla fine cade”, ha ammonito.
Il sindaco ha ribadito che i fondi europei sono vincolati a progetti specifici e che spesso intercettarli non è semplice per gli enti locali. “L’attenzione oggi è trovare le misure minime per la conservazione del bene”, ha concluso, annunciando l’intenzione di lavorare per la riapertura in sicurezza dei giardini e per mantenere viva la prospettiva di un recupero più ampio.