Cronaca - 10 febbraio 2026, 15:05

Incendio in cella al carcere di Sanremo, detenuto protesta per il trasferimento: evitata tragedia dalla Polizia Penitenziaria

Il SAPPE denuncia una situazione esplosiva tra sovraffollamento e detenuti psichiatrici e chiede interventi urgenti al DAP

Momenti di forte tensione nella giornata odierna alla Casa Circondariale di Sanremo, dove un detenuto ha appiccato un incendio all’interno della propria cella per protestare e ottenere un trasferimento, richiesto – secondo quanto riferito – per futili motivi. Solo il tempestivo e risolutivo intervento della Polizia Penitenziaria ha evitato conseguenze ben più gravi. «Grazie alla professionalità del personale è stato possibile mettere in sicurezza il detenuto e impedire che i fumi si propagassero nel reparto», dichiarano Giuseppe Giangrande e Ciriaco Pannese, segretari provinciali del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE).

L’episodio si inserisce in un contesto già fortemente critico, segnato da un sovraffollamento strutturale. Il carcere di Sanremo continua infatti ad accogliere arrestati dal territorio imperiese, area di confine con la Francia, oltre a detenuti ad altissima complessità gestionale provenienti da altri istituti, anche a causa della chiusura della Casa Circondariale di Savona. «Sovraffollamento e detenuti con gravi disturbi psichiatrici costituiscono un mix esplosivo», sottolinea Vincenzo Tristaino, segretario nazionale del SAPPE per la Liguria, evidenziando le ricadute sulla sicurezza e sulla salute degli operatori. Il sindacato chiede interventi non più rinviabili: riapertura del PRAP ligure, riattivazione del carcere di Savona e apertura di un istituto penale minorile a Genova, alla luce dell’aumento dei reati commessi da giovanissimi.

«La Polizia Penitenziaria continua a colmare carenze ormai insostenibili, ma il limite è stato superato», ribadisce il SAPPE, che denuncia anche la crescente presenza di detenuti con gravi problematiche psichiatriche, aggravata dalla chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari. Il sindacato chiede infine un intervento immediato del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. «Il carcere di Sanremo non può diventare un centro di smistamento per detenuti ingestibili», avverte Tristaino, esprimendo solidarietà agli agenti in servizio. Duro anche il commento del segretario generale Donato Capece: «Ancora una volta la Polizia Penitenziaria dimostra di essere l’unico vero presidio di sicurezza, costretta a operare in condizioni di emergenza e con gravi carenze di organico. Servono risposte immediate per garantire sicurezza, salute e dignità professionale».