Politica - 08 febbraio 2026, 10:55

Taggia, il gruppo Progetto Comune denuncia il degrado di Villa Curlo: “Vincolo museale ignorato e fondi pubblici senza esito”

La minoranza presenta un’interrogazione in Consiglio: chiesti chiarimenti su lavori incompiuti, mancata valorizzazione del bene donato al Comune e assenza di un piano per restituire la villa alla cittadinanza

Il gruppo consiliare Progetto Comune accende i riflettori sul futuro di Villa Curlo, conosciuta anche come Villa Ponti, presentando un’interrogazione formale indirizzata al Presidente del Consiglio comunale, al Sindaco e all’assessore competente. Al centro del documento, firmato dalla consigliera Fulvia Alberti, ci sono il presunto stato di abbandono della struttura, l’utilizzo dei fondi pubblici destinati al suo recupero e il mancato rispetto del vincolo museale stabilito dal testamento del donatore.

La vicenda affonda le radici nel 1978, quando il dottor Giovanni Battista Curlo lasciò la villa al Comune di Taggia con un vincolo preciso: trasformarla in un museo sotto la tutela della Soprintendenza. Un impegno ribadito nel 1998, quando l’ente accettò anche la quota usufruttuaria della vedova Curlo, assumendo così la piena responsabilità della gestione del bene. Secondo Progetto Comune, però, a quasi cinquant’anni dalla donazione la villa non solo non è mai diventata un museo, ma versa in condizioni di forte degrado. La consigliera Alberti ricorda che tra il 2007 e il 2013 il Comune aveva ottenuto quasi 300 mila euro attraverso bandi regionali e nazionali per il recupero della struttura, ma oggi – si legge nell’interrogazione – “la villa appare abbandonata, i giardini storici sono in stato di incuria, gli arredi e alcuni dipinti risultano rubati e l’utilizzo del bene è limitato a pochissimi eventi estivi, senza alcuna reale accessibilità per la cittadinanza”.

Il gruppo di minoranza chiede quindi all’Amministrazione quali azioni siano state intraprese per completare i lavori finanziati con i fondi pubblici e per rispettare il vincolo museale imposto dal testamento. Viene inoltre domandato perché non sia stata ripristinata la collaborazione con l’Istituto Agrario Aicardi di Sanremo, che in passato si occupava della manutenzione dei giardini, e quali risorse siano state richieste o ottenute negli ultimi cinque anni per la valorizzazione del complesso. Un altro punto riguarda la possibilità di rendere la villa fruibile almeno in parte, in attesa della realizzazione del museo, attraverso eventi culturali, matrimoni o convegni. La minoranza chiede inoltre chiarezza sulla proprietà dell’immobile: “La villa appartiene integralmente al Comune o esiste un comproprietario? E, se sì, quale ruolo ricopre nel progetto di riqualificazione?”.

Nelle richieste finali, Progetto Comune sollecita l’Amministrazione a rispettare la volontà del donatore, completare il progetto museale coinvolgendo la Soprintendenza, ripristinare la cura dei giardini e presentare in Consiglio un cronoprogramma dettagliato per la ristrutturazione e l’apertura della villa alla comunità. “Villa Curlo – conclude Alberti – rappresenta un patrimonio storico e culturale per Taggia. È tempo che torni ad essere un luogo vivo, accessibile e valorizzato, come merita e come previsto dal lascito”.

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 Interrogazione Villa Curlo  (112 kB)