Riviera Trasporti interviene per chiarire le notizie secondo le quali “coordinatore” del sindacato Usb avrebbe affermato che l’azienda “chiederebbe soldi ai lavoratori”. Una ricostruzione che RT definisce non corrispondente alla realtà. La società precisa innanzitutto che Usb non è un sindacato riconosciuto nell’ambito del contratto collettivo nazionale del TPL gomma e che, pertanto, non intrattiene relazioni industriali con RT.
Nel merito, Riviera Trasporti sottolinea che non sta chiedendo alcun risarcimento né altre somme ai propri dipendenti. La vicenda riguarda una limitata parte di lavoratori che in passato aveva ottenuto, in primo grado, la condanna della società al pagamento di ingenti importi a titolo di presunte differenze retributive. Successivamente, però, la Corte di Cassazione ha stabilito che tali somme non erano dovute, cassando integralmente le precedenti sentenze e rinviando il procedimento alla Corte di Appello di Genova, chiamata ora a emettere una nuova decisione conforme al principio indicato dalla Suprema Corte.
Secondo RT, è comprensibile che chi aveva incassato quelle somme tema oggi una possibile restituzione all’esito del nuovo giudizio: una situazione che, evidenzia l’azienda, rientra nella normale dinamica giudiziaria, quando un provvedimento esecutivo ma non definitivo viene successivamente riformato. Se la Corte di Appello dovesse stabilire che le somme sono state indebitamente percepite, Riviera Trasporti afferma che non potrà sottrarsi agli atti dovuti per legge. Infine, la società chiarisce che il fatto non ha alcuna correlazione con altre vicende richiamate dal sindacato, per le quali RT dichiara di aver già intrapreso tutte le azioni opportune nelle sedi competenti.