Economia - 04 febbraio 2026, 07:00

Riforma del gioco fisico: il riordino non è più rinviabile

Al centro del dibattito politico e istituzionale italiano sul gioco pubblico c’è ancora una volta lui: il riordino del gioco fisico

Al centro del dibattito politico e istituzionale italiano sul gioco pubblico c’è ancora una volta lui: il riordino del gioco fisico. Dopo anni di interventi frammentati, spesso nati sull’onda dell’emergenza o di sensibilità locali differenti, la riforma appare ormai inevitabile. Il nodo, però, è lo stesso: la complessità del sistema. Perché Stato, Regioni e Comuni devono trovare un equilibrio tra autonomia territoriale, uniformità normativa ed esigenze fiscali, in un comparto che muove miliardi di euro e coinvolge migliaia di operatori. L’esecutivo punta a chiudere il confronto in Conferenza Unificata e ad avviare l’iter parlamentare del decreto legislativo entro l’estate, ma il percorso resta accidentato.

Il cuore dello scontro, come si legge sul sito di settore Slotmania.it, è noto: distanziometro e redistribuzione del gettito fiscale. Le Regioni e gli enti locali difendono le normative introdotte negli anni, mentre il Ministero dell’Economia spinge per criteri più omogenei a livello nazionale. L’ipotesi sul tavolo prevede distanze differenziate dai luoghi sensibili: 100 metri per i punti di gioco certificati, 200 per quelli non certificati. Novità, poi, anche sul fronte economico con la Legge di Bilancio 2026 che ha previsto 80 milioni di euro destinati a Regioni e Comuni, alimentati dalle entrate di slot e Vlt e dalla devoluzione del 5% del gettito. Un segnale politico importante, che rafforza il ruolo degli enti territoriali nella governance del settore, ma che da solo non basta a garantire un consenso pieno. Per raggiungerlo servirà una riforma chiara e definitiva, chiesta soprattutto dagli operatori regolamentati, stanchi di lavorare in un contesto normativo disomogeneo. Lo confermano dal Sindacato Totoricevitori Sportivi, che sottolinea come il riordino abbia finora riguardato solo l’online, rimandando ancora il segmento terrestre, mentre ricevitorie e tabaccherie vengono ancora lasciate ai margini del discorso politico. Il 2026, però, è visto come l’anno della svolta: la delega fiscale scade il 29 agosto ed è una deadline che il Governo non può permettersi di mancare.

Entro quella data, si legge ancora su Slotmania.it, ci dovrebbero essere novità anche per le case da gioco terrestri, soprattutto quelle storiche come il nostro Casinò cittadino, quello di Sanremo, che rappresenta un esempio emblematico. I dati del 2025 parlano chiaro: 53,65 milioni di euro di introiti annuali, con un mese di novembre da 4,99 milioni, trainato da grandi eventi come il World Series of Poker Circuit. In soli dieci giorni, la manifestazione ha portato circa 4.000 partecipanti, con 5.600 iscrizioni complessive e un Main Event da 1,3 milioni di euro di montepremi. Le presenze annuali hanno raggiunto quota 215.000, dimostrando come il casinò non sia solo gioco, ma motore turistico ed economico per la città. Una riforma del gioco fisico chiara e stabile potrebbe aiutare Sanremo e il suo casinò: con maggiore certezza normativa e con nuovi eventi internazionali si potrà lavorare sull’attrazione turistica e, soprattutto, sul contrasto al gioco illegale.

Tra i punti chiave della riforma dovranno rientrare però anche le nuove concessioni, che potrebbero essere inserite direttamente nei decreti attuativi, con bandi entro la fine dell’anno. La base d’asta stimata per l’intero comparto del gioco fisico si aggira intorno ai 2 miliardi e 500 milioni di euro, un passaggio cruciale per dare stabilità al settore. Accanto agli aspetti economici, restano centrali prevenzione della ludopatia e contrasto all’illegalità: strumenti di auto-esclusione più efficaci, controlli rafforzati e campagne informative strutturate dovranno essere parte integrante della riforma.

Per questo il tempo delle proroghe è finito: il riordino del gioco fisico non è solo una questione normativa, ma una scelta strategica che riguarda entrate fiscali, tutela dei cittadini e sviluppo dei territori. Ed è una tappa fondamentale da raggiungere in questo 2026.



 



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