Un Teatro dell’Opera attento e partecipe ha fatto da cornice, questo pomeriggio, alla presentazione di Controbuio. Vivere e morire al Casinò di Sanremo, il nuovo romanzo di Orso Tosco, ospite dei Martedì Letterari curati da Marzia Taruffi. Un appuntamento che ha offerto al pubblico una Sanremo inedita, lontana dalle luci patinate e raccontata attraverso il fascino oscuro delle sue notti più profonde.
Il libro conduce il lettore nella settimana del Festival, quando la città sembra tornare a brillare di una luce antica. Ma in Controbuio quel bagliore viene improvvisamente spento da una tempesta apocalittica, che trasforma Sanremo in uno spazio sospeso, ostile e magnetico. È in questo scenario che si muove Orso, alter ego narrativo dell’autore, richiamato in città da Tonino, leggendario pussettista e baro dato per morto, per un’impresa ai limiti della follia: ritrovare l’oro scomparso di un ristoratore-cambiavalute ucciso nel 1979.
Durante l’incontro, Tosco ha guidato il pubblico dentro una caccia al tesoro sgangherata e ubriaca, popolata da ex croupier, spacciatori e rapinatori, figure che incarnano un’umanità sempre in fuga ma incredibilmente facile da ritrovare. Personaggi segnati da cicatrici profonde, legati al mito della vincita definitiva e a un Casinò che è insieme luogo fisico e simbolo di un’epoca irripetibile.
Il romanzo è anche un racconto intimo, attraversato dal rapporto tra Orso e il padre, croupier negli anni d’oro della casa da gioco, e da una riflessione sul caso, sul destino e sul mistero. Una Sanremo che emerge dal fango del presente ma che riesce ancora a far brillare i suoi volti all’alba, dopo la notte, come se conservasse una magia segreta e pericolosa. Non a caso, come scrive Tosco, “Sanremo ci trasforma tutti in gazze ladre”.
Nato a Ospedaletti nel 1982, Orso Tosco è scrittore e sceneggiatore. Con L’ultimo pinguino delle Langhe ha vinto il Premio Scerbanenco 2024, affermandosi come una delle voci più originali del noir italiano contemporaneo. L’incontro di questo pomeriggio ha confermato l’interesse del pubblico per un racconto capace di restituire alla città una profondità narrativa rara, fatta di ombre, memoria e fascinazione.