Eventi - 28 gennaio 2026, 09:51

Giorno della Memoria: musica e testimonianze a Sanremo per ricordare la Shoah e tutte le deportazioni

A Villa Zirio e nella sede dell’Orchestra Note Libere una serata di memoria collettiva tra racconti familiari, studenti e musica

In occasione del Giorno della Memoria, ieri sera a Villa Zirio, si è svolta una serata intensa ed emozionante dedicata al ricordo della Shoah e, più in generale, di tutte le deportazioni, riconosciute come crimini contro l’umanità e gravi violazioni della dignità e della libertà delle persone innocenti. La giornata di ieri ha visto cerimonie diffuse in tutta Italia, con il coinvolgimento di città, istituzioni, scuole e associazioni, impegnate in dibattiti, spettacoli, proiezioni e concerti. A Sanremo, l’iniziativa si è svolta nella sede dell’Orchestra Note Libere APS, dove sono stati proposti due toccanti racconti di deportazione legati a familiari di musicisti e docenti coinvolti nel progetto.

La serata, aperta alla cittadinanza, ha ospitato anche un’intera classe, la 5ª del Liceo delle Scienze Applicate “Cristoforo Colombo”, accompagnata dalla docente di lettere prof.ssa Manuela Tesio, sottolineando il valore educativo della memoria storica. Ad aprire gli interventi sono stati il vicesindaco di Sanremo Fulvio Fellegara, in rappresentanza del Comune che ha patrocinato l’evento, e per l’ANED la prof.ssa Anna Peroglio Biasa, promotrice dell’iniziativa. Il giovane primo violino Umberto Bianchi ha raccontato la storia della prozia Teresa Avegno, originaria di San Lorenzo al Mare, deportata nel lager di Bolzano. Attraverso video e immagini, è emersa una testimonianza particolarmente toccante: Teresa riuscì a tornare, ma i suoi ricordi vennero condivisi solo poco prima della morte, avvenuta appena quindici giorni dopo, come se una vita intera fosse trascorsa nel silenzio e nel tentativo di dimenticare.

La giovane Orchestra Note Libere ha accompagnato i racconti con l’esecuzione di brani del repertorio classico e della tradizione, trasformando la musica in linguaggio della memoria. Il secondo racconto ha riguardato Cristina Orvieto, che ha ricordato la vicenda dei nonni Ludovico Orvieto e Ines Pacifici, arrestati dai tedeschi a Sanremo nel 1943. Dopo la prigionia a Marassi e il trasferimento nelle carceri di Milano, furono deportati prima a Bolzano e infine nel campo di concentramento di Auschwitz, da cui non fecero ritorno. A loro sono dedicate due Pietre d’inciampo, collocate davanti a quella che fu la loro abitazione a Sanremo.

La serata si è confermata non solo come evento artistico e musicale, ma come un vero e proprio atto di memoria collettiva.
Ricordare le deportazioni significa riconoscere le ferite della storia e vigilare affinché l’indifferenza non le riapra. La musica, ancora una volta, si è fatta coscienza.