Le parole di Donald Trump sul ruolo delle truppe alleate in Afghanistan riaccendono una ferita che, per molti Paesi coinvolti nella missione, non si è mai davvero rimarginata. In un’intervista rilasciata a Fox News, l’ex presidente degli Stati Uniti ha ridimensionato il contributo militare dei partner della NATO, Italia compresa, sostenendo che i contingenti dei Paesi amici sarebbero rimasti “a distanza” dalla prima linea nel conflitto afghano avviato dopo gli attentati dell’11 settembre 2001.
Un’affermazione che ha immediatamente suscitato reazioni indignate, soprattutto nei territori che hanno pagato un prezzo diretto in termini di vite umane. Tra queste c’è Taggia, da dove arriva lo sfogo duro e articolato del sindaco Mario Conio.
“Le parole pronunciate da Donald Trump sul ruolo delle forze alleate in Afghanistan sono inaccettabili – afferma il primo cittadino sui propri canali social –. Non sono semplicemente opinioni discutibili: sono affermazioni che offendono la memoria, il sacrificio e la dignità di migliaia di uomini e donne che hanno servito con onore sotto la bandiera della NATO, spesso pagando il prezzo più alto”.
Conio respinge con decisione l’idea di un coinvolgimento marginale delle forze italiane: “I soldati italiani non sono mai rimasti nelle retrovie. Hanno operato in contesti difficili, hanno garantito sicurezza, assistenza alla popolazione civile, stabilizzazione e cooperazione internazionale. Hanno adempiuto al loro dovere con professionalità, coraggio e spirito di servizio”.
Parole che, nel caso di Taggia, assumono un significato ancora più profondo. “Tra loro c’è il nostro concittadino Tiziano Chierotti, caduto in Afghanistan mentre svolgeva la sua missione – ricorda il sindaco –. Il suo sacrificio, come quello di tutti i militari italiani caduti, non può e non deve essere minimizzato, né piegato a narrazioni superficiali o strumentali”.
Lo sfogo si chiude con un richiamo al senso di responsabilità che dovrebbe accompagnare ogni dichiarazione pubblica di leader internazionali: “La memoria dei nostri caduti merita rispetto. Il lavoro delle nostre Forze Armate merita riconoscenza. E chi ricopre ruoli di responsabilità internazionale ha il dovere di misurare le parole, perché dietro ogni uniforme ci sono storie, famiglie, vite spezzate”. “Onore a Tiziano Chierotti. Onore a tutti i nostri soldati”, conclude Conio.