Cosa significa oggi leggere la Palestina attraverso il pensiero di Frantz Fanon? Significa riconoscere il colonialismo non come un fatto del passato, ma come una struttura ancora operante, capace di produrre violenza, trauma e disumanizzazione. È da questa prospettiva che nasce l’incontro promosso da SUMUD Ponente Ligure, in programma venerdì prossimo alle 17:30 presso la Sala Polivalente della Chiesa di Sant’Agostino.
In un contesto segnato da semplificazioni e narrazioni tossiche, l’appuntamento propone un approfondimento rigoroso sulle radici materiali, psicologiche e politiche dell’oppressione e delle lotte di liberazione. La Palestina, e in particolare Gaza, viene letta come uno dei laboratori centrali del mondo contemporaneo, dove da decenni si sperimentano militarizzazione permanente, sospensione dei diritti e normalizzazione della violenza.
A discutere di questi temi saranno Roberto Beneduce e Simona Taliani, studiosi impegnati da anni sul pensiero fanoniano, sul trauma collettivo e sulle forme contemporanee della dominazione. Un confronto che intreccia Palestina, riarmo globale e derive autoritarie che attraversano Israele, Stati Uniti e molte democrazie occidentali, mostrando come la negazione dei diritti non sia un’eccezione locale ma un modello che tende a estendersi.
Un incontro pensato per chi rifiuta le letture superficiali e sceglie di comprendere prima di giudicare. Perché, come ricorda Fanon, la conoscenza è già una forma di resistenza. Ingresso libero.