A Sanremo gli alloggi offerti tramite piattaforme di affitti brevi superano ormai quota 1.000 unità (dati Airbnb). In una città di circa 50.000 abitanti, significa che una casa ogni 50 residenti viene destinata all’accoglienza turistica, con potenziali effetti sul mercato degli affitti a lungo termine e sulla disponibilità di abitazioni per chi lavora e vive in città.
Negli ultimi anni il fenomeno degli affitti brevi è esploso, favorito dalla digitalizzazione delle prenotazioni e da una domanda turistica che si concentra su sistemazioni flessibili e spesso più economiche rispetto alle strutture alberghiere tradizionali. Sanremo, con i suoi eventi internazionali — dal Festival della Canzone ai weekend di turismo balneare e culturale — vive un flusso costante di visitatori, che ha reso appetibile l’investimento in case da affittare per brevi periodi.
Tuttavia, per molti residenti l’aumento degli alloggi turistici si è tradotto in una diminuzione delle case disponibili per affitti tradizionali. Con circa mille unità destinate all’ospitalità temporanea, secondo diversi osservatori, una parte di queste abitazioni sarebbe potuta entrare nel mercato residenziale, alleggerendo la pressione su prezzi e durate dei contratti.
L’analisi dei numeri, però, resta significativa: 1.000 alloggi turistici su 50.000 abitanti non è solo una cifra, ma un indicatore della trasformazione che il mercato immobiliare sta vivendo. Che si tratti di una scelta temporanea legata al turismo oppure di una tendenza strutturale, la discussione è aperta e coinvolge residenti, operatori economici, amministrazioni e potenziali nuovi abitanti della città dei Fiori.