Questa mattina, a Sanremo, una decina di militanti di Forza Nuova ha tenuto un presidio in una piazzola davanti a Palazzo Bellevue, per ribadire il proprio appoggio all’iniziativa promossa dal vescovo Antonio Suetta legata alla dedica delle campane diocesane alla memoria dei bambini mai nati. Un’iniziativa che, nelle ultime settimane, ha suscitato un acceso dibattito nella città dei Fiori.
Il presidio era stato annunciato nei giorni scorsi e si è svolto senza criticità. A poca distanza, in corso Felice Cavallotti, erano presenti anche circa una trentina di persone che hanno manifestato dissenso rispetto all’iniziativa di Forza Nuova; la loro presenza è stata contenuta e non ha interferito con lo svolgimento del presidio.
A spiegare le ragioni della mobilitazione è stato Angelo Ricco Baldi, segretario regionale di Forza Nuova, che nel suo intervento ha collegato l’iniziativa del vescovo a una posizione storica del movimento. “Siamo qui per dare solidarietà all’operazione del vescovo Suetta per la Via delle Campane – ha dichiarato –. Per Forza Nuova l’abolizione della legge sull’aborto è un punto fondativo fin dal 1997”. Nel suo intervento Ricco Baldi ha definito l’aborto come “un omicidio”, sostenendo che rappresenti “la maggiore causa di morte” e collegando il tema alla crisi demografica italiana.
Nel corso della lunga dichiarazione, il segretario regionale ha richiamato posizioni del mondo cattolico e citato prese di posizione attribuite a pontefici, oltre a riferimenti storici e politici. Ha inoltre affermato che lo Stato dovrebbe informare maggiormente le donne sulle alternative all’aborto e sostenere le famiglie, indicando l’affidamento come possibilità. “Il futuro di un Paese sono i figli – ha detto – se non si fanno figli, un Paese è destinato a morire”.
L’intervento ha toccato anche temi più ampi, dalla critica alle politiche sociali e migratorie fino a considerazioni ideologiche sulla società contemporanea, ribadendo l’adesione del movimento a una visione che considera l’iniziativa delle campane come un segno simbolico da estendere anche ad altri comuni.
Il presidio si è concluso senza incidenti. La questione resta però al centro del dibattito pubblico sanremese, tra chi difende l’iniziativa come espressione religiosa e simbolica e chi la considera un gesto divisivo sul piano civile e dei diritti.