Gentile Direttore,
ho letto la replica della Dirigente Scolastica ed al riguardo La prego di pubblicare quanto segue.
Annoto che la stessa – anziché preoccuparsi di difendere il figlio dei miei Clienti nel momento topico di un pestaggio caratterizzatosi per una violenza inaudita – mi accusa di non essermi comportato secondo i dettami della mia professione, con decoro e probità.
Devo dire che in più di trent'anni di professione ho visto di tutto ma sicuramente nessuno si è mai sognato di dirmi come fare il mio lavoro quando esercito il sacrosanto diritto di difesa e soprattutto se mostra di non saper fare il proprio.
In ogni caso, se questa Dirigente ritiene che la mia opera – consistita e consistente nel difendere un ragazzo di 12 anni attenendosi alla sua versione dei fatti e a quella della sua famiglia – non sia stata proba e conforme a quello che deve essere il costume dell'homo bonus dicendi peritus, la invito formalmente a promuovere tutte le azioni del caso contro il sottoscritto.
Medio tempore sarò felice di denunciarla anche per diffamazione visto quanto dalla stessa dichiarato al Vs. Giornale ricordandole altresì di avere fornito una versione istituzionale ben precisa dinanzi a quattro persone e nel suo ufficio.
Credo che la probità e il decoro siano quindi due qualità che suggerisco alla Dirigente di coltivare personalmente anziché cercare di censurarle in chi – quando difende i diritti degli altri e soprattutto di un ragazzo di 12 anni – non si fa intimidire da nessuno.
Cordialità.
Avv. Alberto Pezzini