Al Direttore - 19 gennaio 2026, 07:52

Sanremo: 'Campana per i bimbi mai nati', nuova riflessione di un nostro lettore e risposta alla Prof. Criscuolo

Un nostro lettore, Leonardo Kogliodima, torna sulle tante discussioni generate dalla ‘Campana per i bimbi mai nati’, installata a Sanremo nella sede della Diocesi di Villa Giovanna D’Arco ed in particolare sul commento della Prof.ssa Criscuolo:

Ritengo che la campana di Mons. Suetta non abbia tracciato una strada da percorrere, ma abbia scavato un profondo solco di separazione, da colmare, in una Comunità divisa e lacerata, ma non fraternamente ricondotta a un’unità. Alla Prof.ssa Criscuolo mi permetto, con rispetto, di far notare che possono anche fioccare lettere di sostegno a Mons. Suetta, così come il supporto di un sacerdote di Modena che avrebbe deciso di seguirne l’esempio. Siamo in un Paese libero e tutto ciò è consentito e degno di rispetto, indipendentemente dal numero. Perché, vede Prof.ssa, dietro quei 100, o soltanto 57, o forse anche meno, c’è tutto lo Stato italiano e una sua legge, la 194. E quelli Lei non li ha contati, ma al contrario ne ha fatto solo una questione numerica, sminuendone la rappresentatività. Uno non vale più o meno di 57: tutti sono importanti per ciò che dicono. E quei 57 da Lei contati sono persone che stanno reclamando inclusività e tutela nella legge 194, abominio che si vorrebbe cancellare. Non è solo mainstream (termine che indica un’opinione, una corrente), ma è la 194. Ed è ancora il momento di dirlo e ricordarlo: essa rappresenta il primo e ultimo baluardo affinché una donna abbia un riferimento e una tutela e non viva l’abbandono a se stessa, come nel passato, in una ipocrisia dell’arrangiarsi nota a tutti, nella quale molti hanno girato il volto dall’altra parte per non vedere. Che poi possa e debba essere migliorata, forse anche rivista, è possibile e lecito parlarne e discuterne, nel rispetto di tutte le parti, concepimento incluso, e non in un ring esistenziale in cui il gong sia scandito da una campana. Una campana che potrebbe anche suonare per ricordare altri diritti negati, quali quelli in tema di eutanasia o quelli violati in altre situazioni, ma non suona per questi: per questi è muta e silente, per questi non ha risposta, e ognuno ne vive il dramma isolatamente, nella dimenticanza degli altri. Troppa divisione ha creato il rintocco di questa campana. Personalmente ritengo sia stata un’iniziativa sbagliata, non nel tema ma nella platealità di un’esecuzione oppressiva e giudicante. Ed è già bene così che non si sia pure ventilata la possibilità di scomunica. No, Mons. Suetta, mi spiace, ma resto dell’opinione che Lei abbia sbagliato e che sarebbe stato meglio un convegno in cui confrontarsi, anche in presenza di autorevoli partecipanti e relatori. Mi confortano però le recenti parole dell’Arcivescovo Mons. Vincenzo Paglia, in occasione del convegno sul ruolo degli anziani nella società odierna, tenutosi al Casinò: ‘Io vorrei che si suonassero le campane per i vecchi, affinché siano accompagnati con serenità e amore, cosicché nessuno sia lasciato solo. La campana della fraternità deve suonare forte’. Ecco, spero che le campane suonino per un messaggio di fraternità. La fraternità è il messaggio ecumenico a cui tutti dovremmo aspirare”.