Insulti e minacce di morte all'Oasi del Nervia, situata tra Camporosso Mare e Ventimiglia. E' successo ieri a uno dei volontari che giornalmente si occupano di tutelare l'area protetta.
Un ennesimo episodio che ha scatenato così uno sfogo, sui social, da parte dell'associazione stanca dei continui insulti e minacce che riceve solo perché tenta di far rispettare le regole previste. "Ennesimo episodio inaccettabile all’Oasi del Nervia. Un volontario, colpevole solo di aver chiesto il rispetto delle regole in un'area protetta, è stato insultato e minacciato di morte da chi occupava abusivamente la barra fociva" - racconta l'Oasi del Nervia - "La barra fociva dell'Oasi non è un luogo qualunque: sono gli unici 140 metri di litorale naturale rimasti, un’area dove vige il divieto assoluto di accesso per proteggere specie rare e migratori stremati".
"Questi episodi non sono eccezioni ma la regola. Chi viola i divieti sa di poterlo fare perché avverte una totale assenza delle istituzioni" - mette in risalto l'Oasi del Nervia - "La mancanza di interventi tempestivi da parte delle forze dell'ordine e degli enti preposti ha creato una 'terra di nessuno' dove i prepotenti si sentono legittimati a minacciare chi difende il bene comune".
"Staccionate e cartelli non bastano più. Non possiamo chiedere ai volontari di fare da scudo umano senza alcuna protezione. Chiediamo in modo incisivo al Comune e agli organi di vigilanza: presidio reale, interventi sanzionatori certi e costanti, non solo simbolici; sicurezza, tutela per chi monitora l'area e si espone in prima persona; rispetto, un'area protetta non esiste solo sulla carta ma vive attraverso la legalità" - afferma - "Esprimiamo la nostra totale solidarietà al volontario aggredito. La sua battaglia è la nostra ma non può e non deve essere lasciata sola di fronte alla violenza. Le istituzioni battano un colpo. Il tempo della tolleranza è finito".