Politica - 02 gennaio 2026, 18:25

Ventimiglia, polemica su aborto e comunicazione politica: la replica di Maria Spinosi (M5S) a Forza Italia

Secondo la replica, non si tratterebbe quindi di un semplice dissenso interno o di libertà di espressione individuale, ma di una responsabilità politica diretta del partito a livello locale

Si accende il confronto politico a Ventimiglia dopo la replica di Maria Spinosi al segretario cittadino di Forza Italia, Amarella, in merito alla condivisione, sulla pagina ufficiale del partito, di una posizione espressa dal professor Pierfrancesco Musacchio, iscritto a Forza Italia, sull’iniziativa del vescovo Suetta contro l’aborto. Al centro della polemica, la definizione dell’aborto come “peccato”, contenuta in un commento di Musacchio che parlava di “atto di pietà cristiana” richiamando la tradizione della Chiesa che “denuncia il peccato e accoglie il peccatore”. Secondo Spinosi, la condivisione di quel messaggio da parte dei canali ufficiali di Forza Italia Ventimiglia avrebbe trasformato un’opinione personale in una presa di posizione politica del partito.

Nella sua replica, Spinosi contesta la difesa del segretario Amarella, che aveva richiamato la libertà di pensiero, di opinione e di culto. A suo avviso, tale principio non può essere utilizzato per giustificare l’adozione ufficiale, da parte di un partito politico, di messaggi che entrano in conflitto con diritti riconosciuti dall’ordinamento giuridico italiano. Spinosi sottolinea in particolare il diritto all’interruzione volontaria di gravidanza previsto dalla Legge 194 e confermato dalla Corte Costituzionale, ribadendo che l’autodeterminazione delle donne non è “negoziabile” né bilanciabile con convinzioni religiose personali. Da qui l’accusa di incoerenza politica: mentre la linea nazionale di Forza Italia riconosce l’aborto come un diritto, la comunicazione locale avrebbe veicolato un messaggio di segno opposto.

Secondo la replica, non si tratterebbe quindi di un semplice dissenso interno o di libertà di espressione individuale, ma di una responsabilità politica diretta del partito a livello locale, con possibili ricadute sulla sua credibilità e sul rispetto dei diritti fondamentali. La vicenda apre un nuovo fronte di discussione sul rapporto tra convinzioni personali, comunicazione ufficiale dei partiti e tutela dei diritti sanciti dalla legge, in un dibattito destinato a proseguire anche oltre i confini cittadini.