C’è un’associazione italiana, con sede nel ponente ligure, che sta cambiando il destino di centinaia di bambini tra i più vulnerabili dell’Africa occidentale. È FHM Italia, fondata a Sanremo di cui fa parte anche il dottor Roberto Ravera, psichiatra e volontario che da quasi vent’anni si dedica alla salute mentale dei minori in Sierra Leone e che oggi può festeggiare un impirtante traguardo: la creazione di un nuovo centro clinico nella località di Tokeh. Oggi FHM Italia è iscritta al RUNTS e rappresenta uno dei più significativi esempi italiani di cooperazione moderna, basata sul trasferimento di competenze e sulla crescita del personale locale.
Nel Paese africano, una delle nazioni più povere al mondo, Ravera e i volontari italiani hanno dato vita alla ONG Ravera Children Rehabilitation Centre (RCRC), un’organizzazione sanitaria riconosciuta dal governo della Sierra Leone che impiega oltre 35 operatori locali regolarmente stipendiati. RCRC ha investito massicciamente in formazione specialistica, master e borse di studio, costruendo una squadra locale che oggi rappresenta il vero motore di tutti i progetti.
Negli anni FHM Italia e RCRC hanno dato vita, con un approccio che si potrebbe quasi equiparare a quello di una Asl territoriale, a uno dei network più ampi dedicati alla salute mentale infantile in Sierra Leone:
- una comunità terapeutica per bambini nei pressi della capitale Freetown;
- programmi di cura, riabilitazione ed educazione nei tre carceri minorili del Paese;
- un ambulatorio medico e psicosociale nello slum di Kroobay;
- una scuola secondaria a tre ore da Freetown, frequentata da circa 300 studenti;
- una comunità terapeutica per adolescenti con dipendenze da droghe come tramadol e fentanyl, con laboratori di sartoria e agricoltura.
Il progetto che oggi rappresenta il cuore dell’impegno di Ravera e di FHM Italia è la costruzione del nuovo centro clinico di Tokeh. La struttura attuale di Lakka è ormai troppo vicina alla caotica capitale e situata su un terreno non di proprietà. Per questo, nel 2018 l’associazione ha acquistato un grande appezzamento di terra vicino al mare, accanto a un’area naturale protetta: "un luogo ideale per ricostruire, lontano dal caos urbano, una comunità che accolga bambini vittime di violenze, abusi, abbandono e traumi". Ravera ha immaginato un vero e proprio villaggio terapeutico, dove madri caregiver vivono insieme ai bambini e collaborano con psicologi, educatori e operatori sanitari: un modello che evita ogni forma di istituzionalizzazione.
Il nuovo centro prevede: case di accoglienza moderne per un numero maggiore di bambini; spazi dedicati ai minori con disabilità mentale e disturbi del neurosviluppo, destinati a vivere stabilmente nel centro; un edificio sanitario con posti letto, ambulatorio e sale per i colloqui psicologici; una mensa, aree gioco e spazi educativi; una foresteria per volontari italiani e internazionali; pozzi già operativi e infrastrutture di sicurezza; un edificio amministrativo conforme agli standard ministeriali. L’obiettivo è anche dotare il centro di pannelli fotovoltaici, fondamentali in un Paese dove l’energia elettrica è instabile e costosa.
Il progetto di Tokeh è già a metà della realizzazione grazie a donatori privati. Ma molto resta da costruire: "Come presidente di FHM Italia – spiega Ravera – siamo costantemente alla ricerca di “anime buone” che capiscano quello che stiamo facendo e che ci aiutino a costruire quello che manca. Non è solo un centro: è un futuro diverso per centinaia di bambini e per un intero Paese". Il dottor Ravera parla con orgoglio delle radici italiane del progetto, che considera parte della lunga tradizione missionaria e solidale del nostro Paese: "Quello che facciamo nasce da un nuovo modo di pensare la cooperazione. I veri protagonisti sono gli operatori locali, che crescono in competenze e costruiscono il loro domani".