Il fine settimana appena concluso ha mostrato ancora una volta come la Liguria viva una doppia velocità nella gestione del maltempo. Da una parte l’allerta arancione di domenica, gestita senza particolari problemi grazie a monitoraggi continui, COC attivi e un’organizzazione ormai collaudata. Dall’altra il sabato pomeriggio, quando un temporale improvviso e violentissimo ha colpito l’intera provincia creando numerosi disagi. L’esempio più evidente arriva da Sanremo, dove l’acqua è scesa senza preavviso, trasformando via Martiri e via Pietro Agosti in fiumi in discesa e provocando allagamenti nel mercato annonario e in alcune attività di piazza Eroi.
Due giornate diversissime, ma accomunate da un’unica verità: quando il maltempo è annunciato, il territorio regge; quando arriva una bomba d’acqua inattesa, la situazione cambia in pochi minuti. Lo sa bene l’entroterra, che negli ultimi anni convive sempre più spesso con questi fenomeni. Lo conferma il sindaco di Apricale, Silvano Pisano, che nel commentare il weekend ha offerto un’analisi chiara e realistica: secondo lui il problema principale non è rappresentato dalle allerte ufficiali, ma proprio dai rovesci improvvisi, capaci di mettere in difficoltà interi comuni senza il tempo materiale per predisporre chiusure o presidi.
Pisano osserva come le piogge regolari, anche abbondanti, siano gestibili, mentre i temporali improvvisi rappresentino tutt’altra storia. Il sindaco ammette che il territorio non è pronto ad affrontare precipitazioni così violente e concentrate, perché nessun intervento di manutenzione ordinaria può garantire una protezione totale contro fenomeni di questa intensità. Secondo lui, i lavori di messa in sicurezza servono per l’ordinario, mentre per gli eventi estremi servirebbero fondi immediati e strumenti di intervento rapido. Quando la pioggia cade tutta insieme, spiega Pisano, l’acqua trova sempre una via, spesso la più breve e la più pericolosa.
La giornata di domenica, invece, ha mostrato il lato organizzato della macchina della Protezione Civile. Con l’allerta arancione già annunciata, comuni e volontari hanno potuto monitorare rii e torrenti, presidiare le strade più esposte e rispondere subito a piccole criticità. Sanremo, Taggia, Molini di Triora e gli altri centri del Ponente non hanno riportato danni significativi proprio perché il fenomeno era previsto e affrontato con anticipo. Il contrasto tra sabato e domenica, tra il caos improvviso e la gestione ordinata, riporta così al centro un tema che in Liguria ritorna dopo ogni episodio: la difficoltà di prevedere e soprattutto fronteggiare eventi estremi e improvvisi, che non seguono le logiche delle allerte tradizionali e che colpiscono con una forza spesso superiore alle capacità di risposta immediata dei territori.
Il weekend, in questo senso, diventa un caso emblematico. La Liguria ha dimostrato di saper gestire bene l’allerta annunciata, ma ha ricordato quanto sia fragile di fronte alle precipitazioni improvvise, quelle che in pochi minuti cambiano il volto delle strade e mettono in difficoltà mercati, attività e piccoli borghi dell’entroterra. È su questo terreno, sempre più spesso al centro delle preoccupazioni dei sindaci, che si gioca la sfida dei prossimi anni: capire come attrezzarsi per ciò che non è annunciato, per ciò che arriva senza preavviso e che, in molti comuni, è già diventato il nuovo vero nemico da affrontare.