Attualità - 21 novembre 2025, 07:10

Tutelare il Paesaggio per Costruire Futuro: una riflessione dal Congresso Nazionale di Italia Nostra

La sezione del Ponente Ligure, presente al Congresso, ha espesso una riflessione nata da quelle giornate

Italia Nostra opera da oltre settant’anni per difendere il patrimonio storico, artistico e naturale del Paese. Con più di 200 sezioni diffuse sul territorio nazionale – tra cui quelle del Ponente Ligure e di Sanremo-Taggia – l’Associazione rappresenta un presidio civico fondamentale per la salvaguardia del paesaggio e dell’ambiente. Il recente Congresso Nazionale, svoltosi a Roma dal 28 al 30 ottobre, è stato per i soci un momento di forte ispirazione e rinnovato impegno, impreziosito da riconoscimenti istituzionali che hanno celebrato la storia e il ruolo pubblico dell’Associazione.

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e Papa Leone XIV hanno espresso apprezzamento per l’attività svolta; Poste Italiane ha dedicato un francobollo commemorativo al 70° anniversario; il Ministero della Cultura ha ospitato i lavori congressuali; le voci di Europa Nostra, UNESCO, FAI, ISPRA e dei Ministeri della Cultura e dell’Ambiente hanno portato sul palco un coro autorevole e condiviso in favore della tutela del patrimonio comune.

La sezione del Ponente Ligure, presente al Congresso, ha espesso una riflessione nata da quelle giornate: la tutela del paesaggio, dei beni culturali, del verde urbano, della biodiversità, dei mari e delle coste è una priorità assoluta per il futuro dei territori, non solo in termini ambientali, ma anche economici. Proteggere il patrimonio naturale e culturale è una strategia di sviluppo, non un freno alla crescita. Eppure, l’esperienza quotidiana mostra quanto spesso le iniziative per il bene comune si scontrino con interessi economici di breve periodo. Deve essere per forza così? Esistono strumenti che possono trasformare la tutela in un obiettivo condiviso, anziché in un terreno di conflitti.

Tre esempi, al centro delle discussioni congressuali, richiamano oggi un impegno concreto da parte della Regione Liguria e dell’Italia.

1. Il Piano Paesaggistico: un dovere disatteso

L’articolo 135 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio impone a Stato e Regioni di dotarsi di una pianificazione paesaggistica estesa all’intero territorio, riconoscendo all’interesse paesaggistico una priorità rispetto a quello urbanistico. A oggi, però, solo sei regioni italiane hanno approvato un piano paesaggistico; la Liguria non è tra queste. Perché? E soprattutto: fino a quando? È una domanda che non può più essere elusa, soprattutto in un territorio fragile e prezioso come quello ligure.

2. Il Regolamento Europeo sul Ripristino della Natura

Entrato in vigore il 18 agosto 2024, è il primo regolamento europeo che fissa obiettivi vincolanti per il ripristino ambientale: recuperare almeno il 20% di aree terrestri e marine entro il 2030 e tutti gli ecosistemi degradati entro il 2050. I Paesi membri devono presentare entro metà 2026 i piani nazionali di ripristino.
In Italia, dove secondo ISPRA tra il 60% e l’80% degli ecosistemi è in pericolo e nel solo 2024 si sono persi 4000 ettari di verde urbano, questo regolamento rappresenta un’opportunità storica. Eppure il nostro Paese ha votato contro la sua approvazione. Possiamo allora aspettarci piani tempestivi e credibili per gli ecosistemi del Ponente Ligure?

3. La Valutazione di Impatto Generazionale

Il 29 ottobre 2025, mentre il Congresso di Italia Nostra era in corso, il Parlamento ha approvato definitivamente la norma che introduce la Valutazione di Impatto Generazionale delle nuove leggi. Ogni provvedimento dovrà essere valutato non solo sul piano finanziario, ma anche sugli effetti sociali e ambientali nel medio e lungo termine, garantendo equità tra generazioni.
È un cambiamento culturale significativo: proteggere l’ambiente e il paesaggio significa proteggere il futuro.
La domanda, però, rimane aperta: ci sarà la volontà politica di applicare questa norma in modo serio, sistematico e trasparente?

Tutela e sviluppo turistico: una falsa contrapposizione

Non esiste alcuna contraddizione tra tutela e sviluppo. Al contrario: l’overtourism è oggi riconosciuto come una minaccia, non un motore di crescita. Capri ha dichiarato il collasso della propria capacità di carico; dalle Dolomiti arriva la richiesta di rimuovere alcuni siti dalla lista UNESCO a causa del degrado provocato dal turismo eccessivo. Un turismo di qualità, rispettoso e consapevole, è la strada maestra. Il Ponente Ligure ha sempre attratto visitatori per il suo clima, il suo paesaggio e la sua natura: elementi che non si possono ricostruire una volta persi. La vera ricchezza futura sta nella capacità di difenderli oggi.

Il Congresso di Italia Nostra ha ricordato a tutti che "La tutela non è una battaglia nostalgica, ma una responsabilità attiva verso il Paese e verso le generazioni future.
La Liguria – regione fragile, splendida e al tempo stesso vulnerabile – ha il dovere e l’occasione di diventare un laboratorio di buona pianificazione e di ripristino ambientale. Gli strumenti legislativi esistono già: ora serve la volontà di usarli. Italia Nostra Ponente Ligure rinnova l’impegno a collaborare con le istituzioni, le comunità e le realtà civiche per trasformare la tutela in un progetto condiviso e concreto. Perché proteggere il paesaggio non significa guardare al passato, ma costruire un futuro più giusto, più sano e più prospero per tutti".