Per difendere il patrimonio storico e culturale di Triora, noto anche come il 'Paese delle Streghe', prende il via da oggi il nuovo sistema di videosorveglianza alla Cabotina, uno dei luoghi più iconici e misteriosi del piccolo centro della Valle Argentina. La decisione, fortemente voluta dall’amministrazione comunale e condivisa con la Soprintendenza, nasce dall’esigenza di proteggere l’area da atti vandalici e dall’incuria che negli ultimi anni ne hanno minacciato l’integrità. L’obiettivo è garantire la tutela di un sito che, oltre al valore storico e folklorico, rappresenta un simbolo dell’identità collettiva del paese.
La Cabotina è parte dell’anima di Triora. Interveniamo per conservarla e valorizzarla, non per limitarne la fruizione. Il sistema di videosorveglianza sarà discreto e rispettoso del contesto, ma aiuterà a prevenire danni e comportamenti irrispettosi. La Cabotina è conosciuta come il presunto rifugio delle “baggiure”, le donne accusate di stregoneria durante il celebre processo alle streghe di Triora, avvenuto nella seconda metà del Cinquecento. Secondo le cronache dell’epoca, qui si sarebbero radunate per praticare rituali e sortilegi, alimentando un mito che ancora oggi affascina visitatori e studiosi.
Oggi la Cabotina non è solo una testimonianza di quel passato oscuro, ma anche un simbolo di riscatto: un luogo di memoria che invita a riflettere sui pericoli della superstizione e della persecuzione. Ogni anno, durante eventi a tema come Halloween o la Festa delle Streghe, la zona si anima di spettacoli, visite guidate e rievocazioni storiche. Il progetto di videosorveglianza si inserisce in un più ampio programma di valorizzazione del centro storico di Triora, che mira a coniugare sicurezza, rispetto ambientale e promozione turistica. I dispositivi, installati in punti strategici e poco invasivi, permetteranno un monitoraggio costante dell’area senza alterarne l’aspetto suggestivo.
L’iniziativa conferma l’impegno del borgo nell’unire memoria e modernità, proteggendo le sue radici e rendendole fruibili a un pubblico sempre più ampio e consapevole.
(Foto di Cristian Flammia)