Con tono ironico e riflessivo, una cittadina sanremese scrive alla redazione per sollevare una questione spesso trascurata: la condizione delle fermate del Trasporto Pubblico Locale. A partire dalla lettura di un articolo dedicato ai nuovi sistemi automatizzati del parcheggio Calvino-Dapporto, l’autore mette a confronto la cura riservata agli automobilisti con il degrado e la disattenzione che caratterizzano molte fermate della linea 1 'Borgo Baragallo'. Panchine assenti, ripari inesistenti, cestini dimenticati e fermate eliminate sono solo alcuni dei disagi segnalati. Una lettera che invita a riflettere sul diritto alla dignità anche per chi sceglie (o è costretto) a muoversi senza automobile.
"Spettabile Redazione,
leggendo il Vs. articolo sulle nuove casse automatiche per migliorare l’accesso e la funzionalità del parcheggio Calvino-Dapporto, mi è venuto un senso di invidia: gli stalli per il pagamento del parcheggio, hanno l’accesso agevolato, il riparo dalla pioggia, alcuni anche riparo dal vento, sono in ordine, e hanno a disposizione anche un comodo cestino getta carta, e in progetto si prevede di migliorare la segnaletica e l’installazione di istruzioni multilingue.
Sono senza patente e senza macchina, quindi mi servo del 'Trasporto Pubblico Locale' T.P.L., frequento la linea n.1 detta 'Borgo Baragallo'. Rifletto pensando a tutte le fermate del percorso della linea di cui mi servo: piazza Colombo per grazia esiste una (una sola) panchina, via Roma nulla, piazza Eroi: tre panchine sotto il ficus e l’olivo, assediata da moto, cantieri, sosta per la consegna nei dintorni, nessun cestino per i rifiuti, e l’impossibilità alle corriere di sostare sul posto assegnato, impedito da due paletti, via Martiri fermate senza nessun riparo e lasciate al buon cuore di chi vuole posteggiare, la fermata del Borgo “eliminata” tanto serve a pochi; e così di seguito per tutto il percorso. Perché questo trattamento? È vero: i pedoni non pagano il bollo, risparmiano sui parcheggi, e su tutto quel che concerne possedere una macchina.
Ma a ben vedere quei quattro macachi che pagano l’abbonamento o timbrano ogni volta il regolare biglietto perché devono essere trattati alla stregua di poveracci che non hanno nessun diritto?
Con stima e sempre leggendovi con simpatia
B.B.".