Eventi - 19 ottobre 2025, 07:14

A Badalucco apre il Museo della Tana Bertrand: un viaggio multimediale tra archeologia, storia e coraggio femminile (Foto)

Dedicato alle scoperte della speleologa inglese Grace Mary Crowfoot, il nuovo spazio espositivo unisce tecnologia e memoria per valorizzare le radici della Valle Argentina

A Badalucco. A cento metri dal ponte di Santa Lucia. Direzione monte. Sul lungofiume Argentina. Sta per aprire i battenti il Museo dedicato totalmente ai reperti provenienti dalla Tana Bertrand, scoperti tra il 1906 ed il 1908 dall’inglese Grace Mary Crowfoot, nata Hood e detta “Molly”. Una vera suffragetta, con diecimila interessi culturali, ostetrica ed esperta di fotografia.

L’opera tanto agognata, uno dei principali obiettivi dell’Amministrazione Orengo, è quasi ultimata. Sarà inaugurata a Natale e sarà gestita dall’ufficio turismo e manifestazioni. Abbiamo avuto la possibilità di visitarla in anteprima. “Ma per carità non fare tante foto” ci è stato raccomandato. Per non togliere il velo alla curiosità, che dovrebbe portare almeno settemila persone all’anno a visitare una struttura che è una grande scommessa. Perché realizzata l’opera muraria ora c’è da pensare a tutto ciò che la renderà un’opera viva, che porti visitatori, scolaresche a Badalucco, il paese “del buon vivere”, che ora ha un ulteriore gioiello da mostrare, forse il più importante della corona di uno dei “Borghi più belli d’Italia”. Ma andiamo con ordine.

L’area espositiva, perché di questo si parla, si articola su una serie di sale e salette, che giocheranno molto della loro attrattiva sul multimediale. La realizzazione è stata affidata all’architetto (studi a Firenze) bauchegno Enrico Panizzi, che si è avvalso dell’opera di una serie di artigiani locali e soprattutto della ditta di costruzioni generali “2B”. “E’ sei mesi che lavoriamo qui dentro. Si tratta di una superficie calpestabile di circa 150 metri quadrati, una volta adibita a Frantoio – dice Enrico Panizzi – C’è una grande sala centrale, che potrà essere anche utilizzata per conferenze, poi locali minori che vanno dalla reception alla stanza che ospiterà una riproduzione in tre d, in grandezza reale, della Tana Bertrand. Qui il visitatore si potrà trasformare, grazie ad un gioco multimediale, in uno speleologo”.

Nel 1906 quando Grace Mary Crowfoot, dopo un’ascesa di un’ora e mezza, si calò nella tana la prima volta, cercava gli scarafaggi ciechi, che alcuni entomologi avevano rinvenuto in quel buco, che si apre su un fianco scosceso del Monte Faudo. Un antro in cui non si riesce a stare in piedi tanto angusto è, ma profondo. Grande fu la sua sorpresa quando rinvenne subito dopo l’ingresso due mandibole ed un osso lungo, probabilmente un femore. La Tana si rivelò essere un sito sepolcrale delle popolazioni dell’età del rame, roba risalente a una datazione tra 1800 e 2800 anni prima. Da essa vennero estratte punte di lancia di selce, oggetti ornamentali, incisioni su osso, aghi.

Successivamente, in una campagna di ricerca promossa dal Ministero della Cultura del Regno d’Italia, nel 1930, condotta da Angelo Saglietto (Direttore dello scavo Carlo Gentile) si fece uno studio più accurato. “Lì si venne a fare un vero e proprio inventario su dodici siti sepolcrali – dice il Consigliere delegato al turismo e alle manifestazioni Giusi Laigueglia – e vennero estratti e catalogati molti altri reperti, simili a quelli rinvenuti da Molly”.

Grace Mary Crowfoot destinò una parte dei reperti al Museo Biknell di Bordighera, da questo museo poi una parte vennero smistati al Museo Civico di Sanremo. Gli eredi di Mary, alla sua morte, destinarono i reperti ancora conservati dalla speleologa al Museo Ashmolean di Oxford. I reperti della campagna di Saglietto finirono invece ad un museo di Roma.

“Il problema che si pone adesso – spiega il Sindaco Matteo Orengo – è quello di riappropriarci di un pezzo importante della nostra storia locale. Infatti ben due anni prima di concepire l’idea del museo avevo interpellato e fatto una convenzione con la Soprintendenza Archeologia, belle Arti e Paesaggio della Liguria per avere un’esposizione almeno temporanea dei reperti sparsi per l’Italia. In questo senso ci sono interlocuzioni molto promettenti anche con l’assessore alla cultura del Comune di Sanremo avvocatessa Dedali. Qui speriamo di trovare udienza e di poter avere in mostra per lo meno all’inaugurazione, alcuni degli oggetti conservati presso il museo civico della Città dei fiori. Più difficile sarà reperire qualcosa da parte inglese. Ma almeno speriamo di poter esporre le fotografie dei reperti derivati dal lascito Crowfoot, e delle copie, dando in cambio i dovuti crediti”.

I desiderata del Comune di Badalucco si scontrano con burocrazia, norme di sicurezza e garanzie sul patrimonio, e su legislazioni nazionali. Per questo il museo che sta per aprire i battenti punta molto su un itinerario multimediale che mira più che ai reperti ad una presenza “virtuale” degli stessi.

“Noi per il momento abbiamo recuperato una storia che era stata dimenticata quella di una coraggiosa donna inglese e del capitano Saglietto – dice ancora Matteo Orengo – Ora a livello gestionale pensiamo di inserire il nostro sito in un itinerario tra i musei della Valle Argentina, in particolare pensiamo al Museo della stregoneria di Triora e a quello della Resistenza di Carpasio, se i contatti che ho in atto andranno a buon fine, potremo avere un biglietto unico che viene rilasciato in ciascuno di questi siti al visitatore e che gli consente di fare entro un certo lasso di tempo determinato la visita in tutti e tre i siti culturali”.

La Tana Bertrand, sul fianco del Monte Faudo in una zona scoscesa, ora è stata chiusa per motivi di sicurezza. Ma il sito ha ancora molti segreti da svelare. “Sarebbe importante, ora che abbiamo il nostro luogo espositivo – dice un appassionato di storia locale – riprendere una campagna nuova di scavi. La Tana Bertrand ha ancora molte cose da svelare”.

Non è un’idea peregrina. “In effetti – chiosa Matteo Orengo – di una nuova campagna di scavi abbiamo parlato con l’unico ente abilitato ora a farli ovvero la Soprintendenza, ma c’è un problema per il momento insormontabile: la mancanza di finanziamenti. Intanto, grazie ai 90 mila euro stanziati dal Ministero della Cultura, dalla fondazione di S.Paolo e dal Comune, cominciamo ad aprire il libro di storia, poi se il sito avrà successo come io spero, con le buone relazioni avviate, si supererà ogni ostacolo”.

Carlo Michero