Il 6 ottobre 1979 segnava una data storica per il territorio: la riapertura della linea ferroviaria Ventimiglia-Cuneo, interrotta per decenni a causa della Seconda guerra mondiale. Quel giorno fu una vera festa popolare, con musica, attrazioni e sindaci in fascia tricolore nelle stazioni lungo il percorso. Un simbolo di rinascita e speranza, che prometteva nuovi collegamenti tra Liguria e Piemonte, slancio turistico per la Val Roya e opportunità per la stazione sciistica di Limone Piemonte.
Oggi, a 46 anni da quel momento, il presidente dell’associazione AGB (Giuseppe Biancheri), Sergio Scibilia, lancia un duro atto d’accusa: “Siamo tornati indietro di 100 anni. La linea è mal servita, in pessime condizioni, usata solo per fare grandi parole da chi dovrebbe conservarla e valorizzarla. Tanti selfie, pochi fatti”.
Scibilia denuncia l’assenza di investimenti da parte della Regione Piemonte, della Regione francese PACA e del Governo nazionale francese, che non ha ancora rettificato la convenzione per la gestione della linea. “Tutto il resto è noia – aggiunge – questa è una ferrovia che l’unica vera meraviglia è che sia ancora in funzione”.
La linea Ventimiglia-Cuneo, che attraversa paesaggi mozzafiato e territori di confine, rischia di essere chiusa o abbandonata, nonostante il suo valore strategico e culturale. “Il buon compleanno è rimandato – conclude Scibilia – a quando le autorità competenti faranno il loro dovere e ridaranno ai cittadini il diritto di viaggiare in normalità”.
Un anniversario che avrebbe dovuto essere celebrato, ma che si trasforma in occasione di riflessione e denuncia, nella speranza che la voce dei cittadini e delle associazioni possa riaccendere l’attenzione su una delle ferrovie più affascinanti d’Europa.