"Abbiamo appreso con sgomento che, nei giorni scorsi, in due diversi luoghi della nostra provincia sono state ritrovate teste di cinghiali appese agli alberi. Un gesto che lascia senza parole, tanto più perché avvenuto in un periodo in cui la caccia è ancora chiusa. Al di là delle divergenze di opinione sul tema venatorio, che da sempre divide tra chi lo considera tradizione e chi invece lo condanna come pratica crudele, qui non dovrebbero esserci posizioni contrapposte: di fronte a un atto simile non può che esserci condanna unanime". Intervengono in questo modo Cesira Ansaldo e Anna Cristina Meinardi.
"Esporre come macabri trofei - proseguono - le teste degli animali non è solo un comportamento inaccettabile, ma un vero e proprio insulto alla vita. Non si tratta nemmeno di barbarie 'primitiva': è, piuttosto, un segno di profonda disumanità. Chi non rispetta la vita, di qualunque essere vivente, dimostra di non comprenderne il valore autentico. Ci auguriamo che le autorità facciano chiarezza sull’accaduto, ma soprattutto che la comunità sappia reagire con fermezza a questa deriva di inciviltà".