Politica - 09 settembre 2025, 08:39

Ventimiglia: sicurezza in città, critiche del Movimento 5 Stelle "Situazione in peggioramento e gli avvenimenti lo confermano"

"Il Sindaco avrebbe competenze da utilizzare, ma lo fa male"

"La maggioranza ha deciso di fare quadrato attorno al Sindaco e di raccontare che la sicurezza in città sia migliorata sotto la loro guida. La realtà è ben diversa e i gravi episodi criminosi degli ultimi giorni lo dimostrano. Ordinanze, sgomberi e telecamere non hanno risolto nulla: degrado e violenza sono più che mai sotto gli occhi di tutti". Interviene in questo modo Maria Spinosi, del Movimento 5 Stelle di Ventimiglia.

"Il Sindaco - prosegue - avrebbe competenze da utilizzare, ma lo fa male. Non ha mai promosso un piano di prevenzione sociale, non ha costruito percorsi di inclusione e non ha saputo esercitare il suo ruolo, sbandierato a parole, di promotore di accordi con il Ministero dell’Interno. Ancora più grave è la contraddizione di chi oggi, con la poltrona in bilico, invita ad attendere l’esito delle indagini e a non ricondurre tutto ai migranti, dopo aver passato anni a indicarli come capro espiatorio di ogni problema senza mai attendere alcuna verifica. E qual è la risposta della maggioranza? La convocazione della 'competente' commissione consiliare, dove (bontà sua) il Sindaco ha già dato la disponibilità a essere presente. E ci mancherebbe pure, dinanzi a fatti così gravi, la presenza del Sindaco non è un merito ma il minimo sindacale. Ma lo diciamo con chiarezza: è una presa in giro. In nessun Comune d’Italia la sicurezza è stata mai garantita con una commissione. Nessuna misura concreta può essere presa, non ha poteri esecutivi, presentarla come soluzione significa solo prendere tempo e scaricare le responsabilità. Ma questa maggioranza ha capito davvero con quali problemi ha a che fare?"

Secondo il Movimento 5 Stelle serve invece un piano serio e strutturale, basato su almeno cinque azioni concrete:
- 1. Presidio attivo delle forze dell’ordine già presenti sul territorio, che non devono restare ferme nelle auto di servizio ma presidiare i quartieri, a piedi, tra la gente, con controlli costanti e visibili.
- 2. Attivare interventi sociali, riducendo tensioni e degrado.
- 3. Sgomberi mirati ma accompagnati da soluzioni temporanee, per non spostare semplicemente il problema da un luogo all’altro.
- 4. Riqualificare le aree degradate, restituendo spazi sicuri e vivibili ai cittadini.
- 5. Coinvolgere la comunità con patti di sicurezza urbana e la partecipazione attiva dei residenti.

I soldi ci sono e vanno usati:
• Fondi nazionali: Fondo per la sicurezza urbana (Ministero dell’Interno), Fondo politiche sociali (Ministero del Lavoro), PNRR (Missione 5 – rigenerazione urbana e inclusione).
• Fondi regionali: POR FSE e FESR per rigenerazione urbana e servizi sociali; bandi dedicati alla sicurezza dei quartieri.
• Fondi europei: FAMI (inclusione e mediazione culturale), FSE+ (sportelli sociali, inserimento lavorativo), programmi come Horizon Europe e Urbact per città innovative.
• Altre risorse: accordi di programma con Prefettura e Ministero, partenariati pubblico-privato, immobili confiscati alle mafie da trasformare in spazi sociali.

"Non è un problema di soldi, ma di capacità e coraggio politico - termina il Movimento 5 Stelle - e continueremo a dare voce ai cittadini e a pretendere soluzioni vere, non commissioni consiliari".