Il tema dell’orario di apertura del tunnel del Tenda torna al centro dell’attenzione. Dopo mesi di progressi significativi e un assetto orario finalmente più stabile, si affaccia ora una nuova incognita all’orizzonte: cosa accadrà dopo il 14 settembre, data in cui – secondo quanto anticipato da Anas – potrebbe concludersi l’attuale regime di apertura?
Questa la richiesta di Patto per il Nord, sempre vicino ai transfrontalieri: "Durante queste prime settimane è andato tutto bene – si dice – sarà importante che le cose continuino a essere stabili, senza il balletto già visto di cambi e chiusure. Siamo un po’ preoccupati per ciò che potrebbe succedere in autunno, a stagione turistica finita. Purtroppo l’ex Lega Nord non si occupa di questo fondamentale tema perché deve pensare al ponte di Messina".
Preoccupazioni più che legittime, considerata la storia recente fatta di chiusura del tunnel per cinque anni, revisioni orarie e forti disagi. È per questo che Patto per il Nord si schiera con decisione al fianco dei lavoratori transfrontalieri, delle famiglie e delle imprese del territorio.
In quest’ottica, si chiederà di presentare un’interrogazione parlamentare al Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, per ottenere chiarimenti concreti sulla prosecuzione dell’orario attuale di apertura del tunnel anche dopo la metà di settembre.
Non si tratta solo di una questione tecnica o logistica. In gioco ci sono la mobilità quotidiana di centinaia di cittadini, la continuità lavorativa, il turismo e l’economia locale. L’orario attuale, pur migliorabile, rappresenta un punto di equilibrio che ha permesso una ritrovata fiducia nei collegamenti con la vicina Francia. Tornare indietro significherebbe vanificare mesi di sacrifici e alimentare nuove tensioni.
Dalla dirigenza di Patto per il Nord si dichiara: "Non possiamo permetterci di tornare all’instabilità gestionale che ha penalizzato per anni cittadini e lavoratori. Il tunnel del Tenda è un’infrastruttura strategica per il Cuneese, non solo per il turismo, ma soprattutto per chi ogni giorno lavora e vive tra Italia e Francia. L’autunno non può trasformarsi nell’ennesima stagione di incertezza. È il momento di dare stabilità e continuità a un’opera fondamentale per l’arco alpino e per le relazioni tra Piemonte e PACA (Provence-Alpes-Côte d’Azur). Non si tratta di chiedere privilegi, ma di garantire diritti fondamentali a chi ogni giorno costruisce, con fatica e determinazione, un ponte tra due territori uniti da lavoro, cultura e vita quotidiana, senza pensare esclusivamente al Sud".