Tutto è pronto per la ventiseiesima edizione di Rock in The Casbah.
Mettere la musica al centro dei progetti è sempre stato l’imperativo e il filo conduttore che l’associazione 'Fare Musica' ha avuto in questi anni. Tutto nasce dalla scelta di portare la musica in un luogo sconosciuto alla toponomastica ma ormai centro pulsante dell’estate cittadina, scoperto ormai 26 anni fa con un concerto unico della Ratamacue Band.
Quest’anno 14 band e proposte da sfamare tutti i palati musicali, momenti cantautorali, pop, reggae, funk, hip hop, rock elettronico, heavy psycho, ska, heavy metal, blues.
La serata inaugurale di mercoledì 30 luglio porterà con sé il solito grande pathos emozionale della prima sera. Quindi Gianaldo, Electroposh, Blessed Rebels e, a terminare, il mondo funk/rap/soul dei Groovyboyz.
Giovedì l’hip hop dei giovanissimi Dietro l'Angolo, quindi Esma, l’interessante progetto elettronico de Lo Straniero, già apprezzato da queste parti e protagonista di svariati lavori editi da case discografiche di respiro nazionale, e il ritorno dei Jerrycans, alfieri di una commistione quanto mai danzereccia tra il blues di Pino Daniele ed il folk/funk dei Napoli Centrale.
Il fulcro è rappresentato dal concerto degli Shandon venerdì 1 agosto. Una band assolutamente centrale per quanto riguarda l’ambiente ska/punk. Trent'anni di carriera alle spalle, tantissima attitudine ed un disco nuovo quantomai apprezzato nei concerti tenuti in questo tour 2025.
Non si parla dell’attuale disputa tra veri e finti sold out ma di una generazione cresciuta con canzoni come “Viola” e il logo della band tatuato sulla pelle, una vera e propria connessione che spazi come “SanCo” sapranno esaltare come già successo in passato con i Punkreas, con i Casinò Royale, gli Almamegretta o i Linea 77. Una scelta quanto mai appropriata ed in linea con l’imperativo “non paghi ma poghi” slogan lanciato dal direttore artistico della manifestazione, Larry Camarda, riportato anche nelle magliette del merchandise ufficiale.
L’opening della serata sarà affidato ad un cantautore già molto apprezzato in città come Mano Manita e dalla particolare proposta stoner/heavy psycho degli Haji.
La serata del sabato sarà un lungo viaggio nelle sonorità più ruvide e pure del rock. I talenti locali Jennifer Scream e il grande show dei Dobermann, opening pochi mesi fa del concerto sardo degli Europe, proporranno una carica massiccia e folgorante, fuochi d’artificio veri. Come ormai da tradizione non terminerà il tutto con un dj-set ma con una band come i Flowers Circle, tributo ai Rolling Stones ai quali poter rubare la frase finale che racchiude tutta l’essenza di questa 26ª edizione di Rock in the Casbah: “It’s only rock’n’roll (but we like it)!”.