Tornano in primo piano le maxi bollette di Rivieracqua e i relativi utenti che le contestano. E’ il caso di un pensionato di Sanremo che, nelle scorse settimane, si è visto recapitare un ‘conto’ da 2.500 euro per l’acqua ad uso casalingo ed irriguo.
Controllata la bolletta, il pensionato ha notato come fosse frutto dei soliti conguagli. Ha quindi deciso di rivolgersi ad un legale, l’avvocato Alberto Pezzini, che l’ha impugnata davanti al Giudice di Pace di Imperia. Questo ha però chiesto la cosiddetta ‘Mediazione obbligatoria’, che che costa circa 150 euro e, fatto ciò il legale torna davanti al giudice depositando due memorie.
Nel frattempo, però, al cliente arriva la fattura con l’intimazione di pagamento entro il 27 giugno, pena la disattivazione della fornitura. Scatta così l’istanza di sospensiva visto che ci sarebbe il rischio che tutte le colture si rovinino. Con l’udienza fissata per ottobre il giudice l’ha anticipata ma, nel frattempo Rivieracqua ha sospeso la procedura di disattivazione.
Una procedura che ha fortunatamente bloccato il procedimento ma anche lasciato molti dubbi al pensionato stesso ed all’avvocato. In attesa dell’udienza fissata per luglio l’avvocato Pezzini ha chiesto i motivi per cui prima era stata fatta partire la procedura di disattivazione il 27 giugno e, dopo è stata sospesa: “Mi domando perché non accade anche per le molte altre bollette di cui si sente parlare e che finiscono davanti al giudice”.