Ennesimo capitolo nella complessa vicenda della pista ciclabile tra Arma di Taggia e Riva Ligure. Dopo un sopralluogo effettuato nella mattinata di martedì, il Comune di Taggia ha deciso di rimuovere la chiusura all’altezza dei giardini Sandro Pertini, consentendo così nuovamente il passaggio diretto tra Sanremo, Bussana e il centro di Arma, senza obbligare i ciclisti a deviare lungo le aree pedonali o vie alternative.
“La decisione l’abbiamo presa martedì mattina – ha spiegato il sindaco Mario Conio – perché ci siamo accorti che molti ciclisti attraversavano comunque le aree pedonali o cercavano vie alternative poco sicure pur di evitare il blocco. Il nostro obiettivo era evitare che gli utenti meno esperti si trovassero costretti a percorrere l’Aurelia. Ma quel tentativo si è rivelato inefficace: molti l’hanno aggirato comunque. Abbiamo così deciso di arretrare il cartello di chiusura più avanti, in direzione Riva, lasciando libera la tratta fino ad Arma e facilitando così anche i collegamenti verso Sanremo”.
La chiusura originaria, posta circa 600 metri prima del ponte sul torrente Argentina, era stata adottata per ragioni di sicurezza, ma aveva generato numerose lamentele, non solo da parte di ciclisti e residenti, ma anche in relazione ai servizi di emergenza: con la modifica, ambulanze e mezzi di soccorso potranno nuovamente usufruire di un passaggio diretto sul lungomare.
La decisione dell’amministrazione tabiese, accolta positivamente da chi — un po’ a sorpresa — si è ritrovato il tratto di ciclabile nuovamente accessibile, arriva all’indomani delle dichiarazioni del presidente della Provincia di Imperia, Claudio Scajola, riportate su La Stampa del 10 giugno. L’ex ministro aveva criticato la demolizione del ponte sull’Argentina, paragonandola a quella evitata per il ponte sul torrente Prino di Imperia: “Io quel ponte non l’avrei demolito”.
Un’affermazione che il sindaco Mario Conio non ha esitato a smentire: “Mi spiace dirlo, ma le parole di Scajola sono state inesatte e hanno generato un inutile confusione. In un momento così delicato servono chiarezza e assunzione di responsabilità. I problemi idraulici e strutturali del torrente Argentina non sono in alcun modo paragonabili a quelli del Prino. Sono due situazioni tecniche molto diverse. Per inciso l’intervento sull’Argentina, così come indicato dal presidente Scajola, già prevede l’innalzamento degli argini, misura comunque non sufficiente a mettere in sicurezza l’area".
"La prossima settimana ci incontreremo a Genova con la Regione per monitorare la situazione e valutare nuove contromisure”, ha aggiunto il primo cittadino. “Il confronto con gli enti regionali è continuo e, dal punto di vista tecnico, abbiamo trovato supporto. Ma è fondamentale che tutti abbiano coscienza del proprio ruolo: diffondere informazioni errate o approssimative genera soltanto confusione. L’apporto di un politico e amministratore di grande esperienza come Claudio Scajola può e deve essere ben altro".
Un passo indietro per farne due in avanti: così si può leggere la scelta dell’amministrazione di riaprire il tratto ciclabile. Rimuovere le transenne nei pressi dei giardini Pertini significa rispondere concretamente alle esigenze dei ciclisti, migliorare la fruibilità del tracciato e ridurre i rischi legati a percorsi alternativi improvvisati. Una decisione dettata dal buon senso, in attesa che si avviino i lavori sul ponte e venga calendarizzato il prossimo consiglio comunale straordinario, richiesto dalla minoranza unita e chiamato a discutere del futuro del ponte sull’Argentina e delle sue conseguenze, a partire dalla piena riapertura della ciclabile.