Eventi - 10 giugno 2025, 16:08

Quattro nuove 'diplomazioni' patafisiche concesse a Sanremo: protagonisti Artisti e Docenti, Musica e Arte, con l’esposizione di oltre 70 opere

Oltre 20 relatori e momenti di performance a corredo di ogni celebrazione

La patafisica sempre più protagonista a Sanremo. Una tradizione che viene rinnovata da Accademia della Pigna e in collaborazione con Fondazione Pata. Il 5,6,7 Giugno sono arrivati da tutta Italia e non solo per celebrare la “Scienza delle Scienze; La Scienza delle soluzioni immaginarie” teorizzata da Alfred Jarry e poi in continua espansione (come l’universo) grazie ai numerosi istituti nati per la propagazione della Scienza che “l’abbiamo inventata perché se ne avvertiva generalmente il bisogno”.

Il Simposio di ‘Patafisica, nella cornice, il giorno 5, della sede di Accademia della Pigna in P.zza Capitolo e poi i giorni seguenti presso il prestigioso studio di architettura Alberto Pulinetti con affaccio su P.zza Colombo, ha visto protagonisti Artisti e Docenti, Musica e Arte, con l’esposizione di oltre 70 opere (su supporto cartolina) della nuova iniziativa “Le Città Patafisiche”, a seguito del successo di “Sanremo Patafisica”. Molto apprezzata la presentazione del catalogo - in edizione limitata e distribuito gratuitamente a chi ha partecipato e presente in sala- a cura di Domenico Graglia e con una prefazione di Marco Maiocchi.

Proprio questi ultimi, in qualità di vice-curatori della Fondazione, e alla presenza del “Reggente Luminoso” Gianfranco Coppola in arrivo da Napoli, hanno avuto il piacere di diplomare alcuni “nuovi” patafisici: Il musicista e ricercatore sonoro Stefano Bertoli (da Genova), il regista e appassionato Giacinto Cataldo (da Torino) e lo Svedese matematico Patrik Wahlberg; docente universitario e ricercatore presso il PoliTo. Non nuovo alla diplomazione invece l’artista patafisico ed inventore di giochi Aldo Spinelli (da Milano) che ha regalato una lezione speciale intervistato da Maiocchi e a beneficio degli allievi del primo corso di Sapere Patafisico, di cui la tre giorni è stata epilogo trionfale.

Oltre 20 relatori e momenti di performance a corredo di ogni celebrazione: il giovedì Andrea Illungo Bellina, artista e patafisico ha lasciato incantati con una esibizione minimal chitarra e voce (appena sussurrata) con l’ausilio di una base di suoni elettronici da lui creata; uno straordinario esempio di quanto (con poco) si possano creare momenti intensi di poesia, musica e ricerca sonora. Il venerdì, giornata “futurista” con Stefano Bertoli e Alberto Cervelli; un reading sonorizzato da un vero intonarumori, con introduzione scritta espressa da Stefania Stefanelli, studiosa ed esperta del periodo. Il sabato “Riduzione di Ubu” a cura e con Lucia Barbera, Luisa Repola e Teo Ricci e a seguire, orario l’aperitivo -as usual- lo show dei Les Patafisichance, il duo patafisico di Pianoforte e Theremin, in arrivo dalla Parigi di fine ‘800/inizio ‘900 con le loro musiche 'poutpourri' ispirate ai grandi della musica classica e con l’attitudine di propagazione e diffusione culturale che i musicisti di quegli anni portavano nei bar lungo la Senna.