Il caso del ponte sull’Argentina continua a tenere banco a Taggia. Dopo le dure critiche mosse dal consigliere di minoranza Giuseppe Federico (Progettiamo il Futuro), che ha accusato l’amministrazione comunale di scarsa trasparenza e gestione approssimativa sul tema della viabilità e della chiusura della pista ciclopedonale, arriva la replica puntuale del sindaco Mario Conio.
Un intervento articolato, in cui il primo cittadino difende il lavoro svolto e chiarisce punto per punto i nodi sollevati dal consigliere, chiedendo di riportare il confronto su un piano di correttezza e serietà istituzionale.
"Viviamo in un tempo in cui la parola, troppo spesso, ha smarrito la sua dignità. Non è più l’espressione del pensiero consapevole, ma lo strumento prediletto di chi si erge a maestro di tutto e conoscitore di nulla. Sproloqui caratterizzati dall’arroganza della certezza e la povertà del contenuto", esordisce Conio. "Il consigliere di opposizione Giuseppe Federico, utilizzando in queste ore toni denigratori, tra cui “incompetenti e idioti”, quali elementi di verità sta fornendo al dibattito? Purtroppo nessuno".
Il primo cittadino prosegue: "In un tentativo di delegittimare il suo avversario confonde grossolanamente argomenti tra loro non confondibili; mischia date, generando un polverone ad effetto, forse, ma totalmente privo di ogni fondamento e verità. Andiamo ai temi da lui sollevati: nel dettaglio il nostro confonde la viabilità illegittima passante sino a poco tempo fa in sponda destra sotto l’arcata del ponte, eliminata dal nuovo progetto di rifacimento degli argini; e la passerella alternativa al ponte stesso da realizzarsi in fase transitoria. I documenti che snocciola nelle sue comunicazioni ai giornali e sui social media, non riguardano quest’ultimo punto, bensì sopralluoghi e confronti con Regione Liguria fatti per condividere la realizzazione di una strada alternativa che colleghi nuovamente la Darsena con via Nuvoloni, e che possa superare quella precedente, del tutto irregolare. Altra cosa, ma lui non se ne è accorto, è la data definitiva della chiusura del ponte, a noi comunicata solo il 16 maggio".
Il sindaco torna poi allo scorso 30 maggio: "Il sopralluogo effettuato venerdì scorso, durante il quale si è preso atto che non era stata installata comunicazione sufficiente per gli utenti della ciclabile, non poteva chiaramente essere effettuato se non nei giorni imminenti alla chiusura a noi comunicata. Da qui la nostra richiesta a Regione per tardare di pochi giorni la chiusura del ponte".
"Splendido è poi l’ultimo, in ordine di tempo, tentativo di strumentalizzazione farlocca. Il consigliere cita un verbale del 2021 di conferenza dei servizi di valutazione del progetto di messa in sicurezza idraulica e ne estrae due righe, nelle quali chiedevo se ci fosse una mappa di previsione della zonizzazione idraulica di fine intervento", afferma il sindaco. "Questo, nel suo pensare, come prova provata che io fossi pronto con secchiello e paletta per cominciare chissà quale opera edilizia. Il nostro, in questo caso, si dimostra miope e in malafede. Sarebbe stato infatti sufficiente soffermarsi sulle righe seguenti del verbale per comprendere a cosa mi riferissi. La mia richiesta nasceva dal fatto che, l’ipotesi proposta in quella sede, manteneva in zone a rischio idraulico importanti spazi pubblici, nel dettaglio il campo di basket e di tennis della Darsena, e progettava un muro molto invasivo intorno all’area in questione. Personalmente ritenevo censurabile che un progetto di quella portata non risolvesse pienamente tale problema. Le osservazioni fatte, fortunatamente, sono state poi recepite da Regione".
Conio non nega il dispiacere per le parole riportate dal consigliere di minoranza: "Comprendo la volontà di volersi mettere in luce, sfruttando una situazione che mai avremmo voluto affrontare (l’inevitabile chiusura della ciclabile a inizio estate), ma forse come spesso accade, si pecca di superficialità, volendo ad ogni costo spostare l’attenzione sulla mia persona invece che su temi importanti per i cittadini, quale la messa in sicurezza di un’intera area densamente abitata e ricca di attività. Mi aspetto, da un consigliere comunale, maggiore rigore morale e che non si scivoli su queste bucce di banana. Ad ogni buon conto allego, ad uso di tutti i cittadini, il documento da me siglato esattamente lo stesso giorno del verbale citato dal consigliere che riporta le richieste del Comune. Allegata vi è la planimetria delle opere previste all’epoca e da noi ritenute non accettabili. Dedicate alla sua lettura qualche minuto, potrete verificare voi stessi il mio comportamento e la mia serietà".
Infine la conclusione sui disagi che il cantiere comporterà durante tutta la stagione estiva: "In ultimo, siamo tutti consapevoli che demolire il ponte a giugno sia un’ipotesi deprecabile, ma purtroppo, alla luce dei ritardi del cantiere e dei tempi del PNRR, inevitabile. Dobbiamo però dire con chiarezza che chiunque parli oggi di percorsi alternativi e tracciati provvisori, lo fa a sproposito, alimentando false speranze e illusioni. Non ci sono, infatti, alternative praticabili. Non si può più fare la passerella, e non si possono neanche immaginare ponti tibetani, bypass, traghetti che fanno la spola. Tardare a dopo l’estate comprometterebbe completamente l’opera con il rischio di perdere i fondi garantiti dal PNRR. Fino a quando i lavori di rifacimento degli argini non saranno terminati, non sarà possibile in alcuna maniera avere una viabilità provvisoria. L’unica alternativa percorribile, oggettivamente preoccupante, è che gli utenti transitino lungo le vie cittadine per poi immettersi sull’Aurelia. Un’ipotesi a mio giudizio realizzabile, ma non auspicabile, soprattutto per le famiglie che frequentano la pista. Non bisogna fare tanti giri di parole: gli utenti che non siano ciclisti esperti, è auspicabile che considerino Arma e Riva Ligure come due capolinea, e che tornino indietro verso rispettivamente Ospedaletti e Imperia. In alternativa l’unica soluzione è quella di far confluire il traffico ciclistico lungo strade del territorio comunale con limiti di velocità pari a 30 km/h, per maggiore sicurezza”, ha concluso Conio.