È tornata a parlare pubblicamente ieri mattina, nel corso di un’udienza molto attesa al tribunale di Imperia, Sonia Magaton, la 42enne nota in provincia come organizzatrice di eventi e promotrice culturale, arrestata nel giugno 2021 con l’accusa di aver truffato, insieme al marito e ai figli, un anziano commerciante disabile psichico. Scarcerata nel settembre 2022, oggi ha affrontato le domande dell’avvocato difensore Luca Ritzu, del pubblico ministero Veronica Meglio e della parte civile, rappresentata dall’avvocato Stefano Lombardi.
In aula, Magaton ha ricostruito la propria parabola personale e professionale, passando dai riflettori del mondo dello spettacolo alle difficoltà della detenzione: “Io avevo un impero, ci tengo a precisare. Ero entrata in politica, avevo un percorso da fare nel mondo dello spettacolo, che era quello che mi piaceva fare. Purtroppo, una volta uscita, mi sono rimessa in gioco. Ho fatto la scaffalista per sette mesi, ora lavoro come capo area per un’azienda di Milano. Da quest’anno sono tornata a collaborare con il Festival di Sanremo”.
Con voce ferma ma visibilmente provata, ha aggiunto: “Nella vita sono caduta tante volte, però bisogna rialzarsi. Il carcere mi ha cambiato la vita. Se lo fai da innocente, vedi la vita in maniera differente”. Dalla beneficenza al banco degli imputati. Il nome di Sonia Magaton era noto ben prima dell’inchiesta che l’ha travolta. Attraverso la sua società L’umin’Arte, aveva firmato l’organizzazione di numerosi eventi benefici, portando in Riviera artisti come Francesco Sarcina e Ivana Spagna, collaborando con realtà del calibro dell’Unicef e del Casinò di Sanremo. Lavorava anche per Area Sanremo, e vantava una fitta rete di contatti istituzionali e aziendali. Un profilo pubblico brillante, che aveva fatto scalpore nel 2021 quando il suo nome era finito al centro di un’indagine per truffa aggravata.
Secondo l’accusa, Magaton avrebbe partecipato a un piano per raggirare un anziano commerciante di Riva Ligure, promettendogli un risarcimento milionario a fronte del pagamento di continue spese processuali, istruttorie e legali, facendo leva anche su una falsa identità di avvocato. I versamenti effettuati dalla vittima ammontano a oltre 110mila euro.
Proprio a fronte delle accuse di avere impersonato un finto avvocato per alimentare la truffa, Magaton ha ammesso: “Pensavo fosse una cosa spicciola, ma mi sono fatta prendere dal racconto. Lui mi chiedeva di fingere per riscuotere dei soldi che diceva gli spettassero”. Durante la testimonianza ha spiegato anche il difficile periodo personale vissuto nel 2020: “Sono stata operata di tumore, poi il Covid. Non è stato facile".
Prossima udienza il 9 luglio. L’udienza si è conclusa con un rinvio, quando si entrerà nuovamente nel merito delle accuse. Magaton ha ribadito la propria fiducia nella giustizia e il desiderio di chiarire tutta la vicenda: “Mi è stata rovinata la vita. Sarei stata pronta a fare una pazzia, altro che denunciare. Ma ho mantenuto la calma grazie ai medici. Farò uscire la verità”.