Politica - 05 febbraio 2011, 23:16

Imperia: vicenda porto turistico, intervento di Gabrielli (PRC) sul futuro della città e non solo

Alberto Gabrielli

"Il futuro dell'intera economia cittadina è dunque il Porto Turistico. Questa la convinzione di chi plaude alla discesa in campo della Confindustria Ligure ed Imperiese fortemente preoccupata che il malaffare emergente in tutta la faccenda del Porto possa metter qualche granello di sabbia negli ingranaggi perfettamente oleati delle grandi manovre finanziarie, che ad Imperia, e non solo, prendono la forma di 'posti barca' e seconde case". Ad intervenire sulla vicenda del porto turistico di Imperia è Alberto Gabrielli, responsabile del Territorio e Ambiente del Partito della Rifondazione Comunista imperiese.

Spiega Gabrielli: "Dunque: la Confindustria vuole chiarezza, e molti approvano la opportuna serietà di un tale intervento, attribuendole addirittura un ruolo asettico, al di sopra delle parti, di 'terzietà istituzionale': ma come?: la Fiom è 'di parte' e la Confindustria è 'al disopra delle parti'?

Si tratta del solito atteggiamento 'responsabile' ('è giunto il momento, per tutti coloro che hanno buona volontà, di sedersi intorno a un tavolo e analizzare con professionalità e coscienza la tragica situazione…') che sposa per intero il modello (quello speculativo, povero, se non privo, di alcun ritorno per la città e la società) ma ne critica gli eccessi in odore di illegalità. Quando apriremo gli occhi?: è quel modello di sviluppo e di economia  che contiene in sé, intrinsecamente, il malaffare: lo stimola, lo nutre, lo sponsorizza e lo legittima.
Nove anni fa, un Convegno da noi promosso sul futuro di Imperia, ai margini della richiesta di concessione demaniale recentemente revocata, immaginava, con sgradevole 'cassandrismo', la realtà odierna. Per filo e per segno.

Marchionne immagina, oggi, la possibilità di trasferire anche il 'cervello' della Fiat negli Stati Uniti d’America a suggello di una (finalmente) sconfitta dei localismi parassitari ed a vantaggio di una visione multinazionale dell’economia, libera dai lacci e lacciuoli imposti dalla pratica dei diritti del lavoro e della dignità conquistati in secoli di lotte. La propaganda 'responsabile' dei Fassino e dei Chiamparino ha aperto le porte a ciò che gli il 46 % degli operai hanno capito, 'in direzione ostinata e contraria' con il coro dei 'responsabili'. E che la Fiom (e noi con lei), aveva 'cassandramente' previsto. Per filo e per segno.

Il mito di Cassandra, ha oltre due millenni, ma la condanna di prevedere sciagure, indicare le vie per evitarle, e rimanere inascoltati, resta. Che ciò avvenga per volontà di forze speculativamente interessate - e per questo ostili al riconoscimento della inalienabilità di beni comuni, come il Lavoro, il Mare, il Territorio – è fatto comprensibile; ma che questo avvenga con la complicità di chi le sciagure afferma di voler evitare, è politicamente insostenibile.

C’è una rassegnazione 'responsabile' che induce molti, fra i non collusi culturalmente e materialmente con il berlusconismo a fare propri i modelli fondanti della destra, a sognare sorti magnifiche e progressive dalla realizzazione (legale e pulita, però, perbacco !) di porticcioli e residence, dalla produzione competitiva di SUV Fiat-Chrysler, dalla privatizzazione del Colosseo e di Pompei.

Quando aprirete gli occhi? (noi, ahimè, ci vediamo molto bene)

Alberto Gabrielli
Responsabile Territorio e Ambiente
Partito della Rifondazione Comunista – Federazione di Imperia".

A. Gu.